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Pescara, 16/03/2026
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25/06/2014
Il Messaggero
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Aeroporto dei Parchi, si scava a caccia di sostanze tossiche. La Xpress: «Attacchi continui, ma andiamo avanti» |
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Dichiarazioni confidenziali, coperte da segreto. E poi strani movimenti sul terreno in prossimità della pista dello scalo aeroportuale. Il blitz all’aeroporto Giuliana Tamburro di Preturo è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, dinanzi ai rappresentanti della società Xpress, intenzionata a far decollare lo scalo per i voli commerciali e privati nonostante le difficoltà del mercato. Questa volta però gli investigatori che si sono presentati ai cancelli, anzi, sulla pista, cercavano altro: presunto materiale altamente inquinante anche radiologico, sversato o addirittura sotterrato in maniera illegale. Un’accusa gravissima. E per chiarire questo aspetto il pubblico ministero titolare del filone d’inchiesta Fabio Picuti (tre sono le indagini aperte sullo scalo aquilano) ha mobilitato per effettuare un capillare sopralluogo nell’area aeroportuale, hangar compresi, gli agenti del Nipaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) del Corpo Forestale dello Stato, i vigili del fuoco, il Nucleo Nbrc (specializzato nel trattamento di sostanze batteriologiche, radiologiche e chimiche) e gli agenti della Squadra mobile della Questura, titolari dell’inchiesta. Il sopralluogo ha portato gli investigatori a contestare ai tre rappresentanti della società X-Press il reato di smaltimento illegale di rifiuti. Si tratta di Giuseppe Musarella, Ignazio Chiaramonte e Luigi Iacobelli. L’ispezione, che a quanto pare al momento non ha portato al momento a nulla di penalmente rilevante, si è concentrata alla fine della pista aeroportuale, nelle vicinanze dell’ingresso laterale. Presente con gli investigatori anche l’avvocato aquilano Roberto Madama, avvertito dagli stessi rappresentanti della società X-Press. Gli investigatori hanno effettuato una minuziosa mappatura del luogo e controllato con speciali apparecchi la presenza nel sottosuolo e nello stesso terreno di sostanze pericolose. Alcuni campioni sono stati portati via dagli investigatori per essere analizzati e confrontati con speciali software. Gli inquirenti hanno anche effettuato ispezioni negli hangar. Nel tardo pomeriggio la visita è terminata. Il sospetto degli investigatori è quello che nell’area aeroportuale ci sia stato un possibile travaso o smaltimento di sostanze radioattive, tossiche e altamente pericolose per la salute dell’uomo. C’è da dire che la società ha tutti i requisiti di legge per effettuare il lavoro di recupero e smaltimento di alcuni rifiuti ospedalieri piuttosto pericolosi. Quella di ieri è la terza indagine sull’aeroporto. In un altro fascicolo, (portato avanti dai carabinieri del Reparto operativo) sono indagate quattro persone. Si tratta dei componenti della commissione di gara che ha affidato la gestione ventennale dello scalo. Secondo l’accusa gli indagati avrebbero aggiudicato la gara al raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalla Xpress srl di Giuseppe Musarella e dal Consorzio Innovative Solution Italy in violazione della legge, procurandogli così - intenzionalmente, stando all’avviso della Procura - un vantaggio patrimoniale costituito dai 600 mila euro assicurati in tre anni dall’amministrazione comunale e dalla possibilità di gestire lo scalo dei Parchi.
La Xpress: «Attacchi continui, ma andiamo avanti» «I voli per Olbia non subiranno mutamenti, dato che l’ispezione non ha prodotto nulla di sospetto, l’aeroporto rimane aperto e le attività proseguono regolarmente». Esordisce così, deciso, Ignazio Chiaramonte, il direttore marketing della Xpress, alla fine della giornata di ispezioni. «Continuiamo a chiederci perché qualsiasi cosa si faccia, in questo aeroporto, siamo sempre sotto attacco. Notizie del genere ci danneggiano sul piano commerciale e fanno male alla città, ma forse L’Aquila è destinata a rimanere così com’è e non vuole che questo aeroporto decolli». «Quando alle dieci sono arrivate le forze dell’ordine siamo stati presi di sorpresa, ma ci siamo messi a disposizione per agevolarli nel lavoro, certi che non avrebbero trovato nulla», dice Chiaromonte. «Ci hanno detto che eravamo sottoposti a un’ispezione perché si sospettava la presenza di materiale radioattivo nell’aeroporto. All’interno dei nostri uffici, nei locali e all’esterno della struttura non è stato rilevato nulla di sospetto». Giuseppe Musarella, amministratore unico della Xpress, nella giornata di ieri non era all’Aquila: la notizia lo ha raggiunto in viaggio. «È stato preso di sorpresa anche lui - dice Chiaramonte- non siamo però riusciti a confrontarci a causa della distanza e degli avvenimenti convulsi. Un dato è certo: subiamo attacchi quotidianamente e da chiunque. Non abbiamo ancora capito chi sia il nostro vero nemico». Chiaramonte, sebbene non voglia parlare dei provvedimenti seguiti all’ispezione, specifica la disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine. «È assurdo, sono ancora incredulo» ripete in attesa del confronto con Musarella. «Entrambi - dice Chiaramonte- ci sentiamo attaccati da questo territorio. Organizzare i voli per Olbia è stato un segnale dell’attività di questa struttura che abbiamo voluto dare proprio agli aquilani». «Oggi non ho sentito il tour operator che sta vendendo i biglietti, ma dato che l’aeroporto non ha subito alcun procedimento restrittivo, le nostre attività proseguono regolarmente e si può continuare a prenotare i voli» conclude Chiaramonte.
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