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Pescara, 16/03/2026
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Data: 25/06/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Teodoro verso l’accordo, la Arcieri entra in Giunta. Scelta obbligata dopo il rifiuto di Sel ad accollarsi la quota rosa. «Rompiamo con Gianni», cresce il fronte nel Pd

Sempre più sicura la nomina di Daniela Arcieri Mastromattei come quarta donna della giunta Alessandrini. Lei, già consigliera in quota Pdl durante l’amministrazione Mascia, un anno fa abbandonò la maggioranza per aderire al gruppo di Futuro e libertà e quest'anno si è ricandidata con la lista Scegli Pescara. Pur non riuscendo a guadagnare uno scranno, l’odontoiatra pescarese potrebbe comunque avere un ruolo di prima piano nei prossimi cinque anni: secondo fonti vicine a Gianni Teodoro, sarebbe l’unica donna ad avere la fiducia di tutto il gruppo. Il neo sindaco da giorni è in trattative con Scegli Pescara affinché la lista si carichi dell’ultima quota rosa, ma fino a ieri tutti gli incontri si sono conclusi con un nulla di fatto. Il gruppo, infatti, avrebbe voluto che il posto fosse occupato da Gianni Teodoro o da Fabio Di Paolo, suo fedelissimo, e non si è mai mostrato disposto a negoziare. Ma dopo che il Pd ha adottato la linea dura, e con il consigliere Massimiliano Pignoli (Scegli Pescara) momentaneamente fuori gioco, la posizione di Scegli Pescara ha vacillato, ed è spuntato il nome della Arcieri, anche se mai ufficialmente.
Il sindaco, per evitare il muro contro muro, ha anche provato a chiedere a Sel di accollarsi la quota rosa, ma la proposta è stata respinta dai vendoliani. «Abbiamo tenuto assemblee a tutti i livelli, comunale, provinciale e regionale - ha raccontato Giovanni Di Iacovo, papabile assessore in quota Sel - e abbiamo escluso totalmente questa ipotesi». Quindi, salvo ripensamenti dell’ultimo momento, non totalmente improbabili dato che Di Iacovo non è stato ancora invitato a firmare le dimissioni da consigliere, starà proprio al gruppo di Teodoro nominare l’ultima quota rosa, oppure uscire dalla maggioranza. Un’eventualità che, però, i sostenitori di Scegli Pescara non vedono di buon occhio e, quindi, l’ipotesi più probabile è che il loro leader decida di scendere a compromessi. Anche se il riserbo sulla faccenda è massimo. Maurizio Teodoro, fratello di Gianni, contattato telefonicamente ha detto di essere estraneo a queste trattative e la stessa Arcieri si è tenuta sul vago: «Non c’è nulla di ufficiale ancora, per ora le cose sono nella testa dei principali attori e presto le partoriranno».
Ciò che è certo è che il tempo stringe, che la proclamazione degli assessori potrebbe slittare ancora di un giorno e che oltre al nodo dell’ultima donna da nominare c’è ancora da decidere quali deleghe attribuire ad ogni membro della giunta. La Marchegiani, dopo aver rifiutato l’incarico di vicesindaco, che quasi sicuramente spetterà a Del Vecchio insieme alla delega all’urbanistica, dovrebbe diventare il prossimo assessore alla cultura, mentre Di Iacovo alle politiche sociali. Resta l’incognita, invece, dei lavori pubblici, dato che secondo voci di palazzo Alessandrini vorrebbe spacchettare la delega. Una scelta che non sarebbe andata giù a Sulpizio che, a quel punto, avrebbe chiesto la delega al commercio, destinata inizialmente a Cuzzi. Nel dubbio, sembra che il giovane renziano non abbia ancora firmato l’accettazione dell’incarico.

«Rompiamo con Gianni», cresce il fronte nel Pd

Ma cosa c’è dietro tanto ritardo nella proclamazione della giunta? Sono passate più di due settimane dal giorno del ballottaggio, quello in cui Pescara ha scelto come suo nuovo sindaco Marco Alessandrini. Eppure ancora oggi non si conoscono i nomi che comporranno l’esecutivo e la ragione, o almeno gran parte, va ricercata nel difficile rapporto fra il centrosinistra e il gruppo capitanato da Gianni Teodoro. Scegli Pescara è risultata la seconda forza di governo, con quasi il 5 per cento di preferenze, eppure è innegabile che all’interno del Partito democratico in molti non vedono di buon occhio questa alleanza.
La dimostrazione è arrivata durante la votazione di sabato scorso, quando il sindaco, nel tentativo di non creare uno strappo, ha chiesto ai suoi se fossero disposti a nominare all’interno del Pd un ulteriore assessore donna, per concedere a Scegli Pescara ciò che chiedeva, ovvero un posto in giunta per Gianni Teodoro o per Fabio Di Paolo. Il Pd si è espresso a maggioranza contro l’ex consigliere e contro le richieste di un gruppo che, in passato, ha fatto vacillare più di una amministrazione. I rapporti fra Teodoro e i governi che si sono susseguiti a Pescara, infatti, sono sempre stati burrascosi. Da Pace a D’Alfonso, l’unico che è riuscito a completare un mandato, il primo, con l’appoggio di Teodoro, anche se il sodalizio si è comunque interrotto prima delle elezioni del 2008. Ultimo a fare i conti lo scomodo alleato è stato Mascia: Teodoro e i suoi, pur vincendo sempre le elezioni, o alleandosi al ballottaggio con la coalizione vincente, non hanno mai governato che per più di qualche mese. Ed è sempre finita a porte in faccia. Il timore che anche questa volta la linea del gruppo possa scontrarsi con le esigenze dell’amministrazione e quindi, forti del consenso ottenuto alle elezioni, in molti all’interno della coalizione del centrosinistra si chiedono se non sia il caso di rinunciare all’appoggio di Scegli Pescara. Senza i due consiglieri eletti con la lista, la maggioranza potrebbe comunque contare su un vantaggio di cinque voti sull’opposizione, senza considerare che una buona politica e un governo efficiente potrebbe creare un0emorragia di consiglieri nel centrodestra.

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