PESCARA Un fiume di deleghe e un mare di attacchi per Marco Alessandrini che ha appena assegnato i «compiti a casa» ai nove assessori, definiti dal sindaco: «This is the team» (Questa è la squadra). La Giunta si riunirà sempre il martedì e il giovedì, mentre il primo Consiglio comunale si terrà il 7 o l'8 luglio. Il sindaco ha tenuto per sé ben 18 settori, compreso l'urbanistica, mentre a Enzo Del Vecchio ha affidato il ruolo di vice sindaco, i lavori pubblici e la mobilità, come dire le patate più bollenti. Ma Del Vecchio è uno stakanovista, lavorare stanca sono versi per lui sconosciuti: lui, come Camillo D'Angelo, sono le migliori garanzie per una lunga vita dell'Esecutivo di centrosinistra. Che è partito con la nomina di Veronica Teodoro (l'assessore più giovane d'Italia), figlia di Gianni, cosa che ha scatenato un'infinità di reazioni sia a livello di partiti sia sulla Rete. La più dura quella di Enrica Sabatini, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle: «La nomina della figlia di Teodoro è il più chiaro e triste esempio di quanto la vecchia politica, sotto le vesti di un falso rinnovamento, si dimostri come sempre inadeguata, ricattabile (e ricattatoria) oltre che assolutamente incapace di perseguire il bene comune». Poi la Sabatini rincara la dose: «L'assoluta mancanza di libertà e di onestà intellettuale che caratterizzano la scelta fatta dal sindaco Marco Alessandrini fanno il pari con le richieste di Teodoro che ricordano così tanto uno dei principali difetti della nostra società: il "familismo amorale». Questa scelta scrive forse una delle pagine più tristi della nostra Amministrazione comunale ricordandoci con forza quanto la spartizione delle poltrone e la restituzione dei «favori elettorali siano in realtà gli strumenti privilegiati di questa politica». Dall'opposizione, i gruppi consiliari di Forza Italia, Nuovo centrodestra e Pescara Futura bocciano le prime mosse di Alessandrini: «Dopo venti giorni di attesa, la montagna ha partorito il topolino. E il topolino altri non è che la giovanissima componente della famiglia Teodoro, Veronica, figlia di Gianni, nipote di Piernicola e Maurizio. Proprio Gianni, (ex) assessore prima della Giunta Pace, poi della Giunta D'Alfonso e quindi della Giunta Mascia, componente del consiglio provinciale di Pescara prima in maggioranza e poi all'opposizione, ha mantenuto in casa l'indennità di carica, pur non avendo ottenuto alcun incarico per sé nell'esecutivo. E con il fratello Piernicola in consiglio comunale l'indennità incassata dalla dinastia è addirittura doppia». Non manca l'ironia intinta nell'acido: «Ci chiediamo se il sindaco assegnerà o meno la delega alle politiche lavorative. Negli ultimi anni l'incarico è stato espletato da Massimiliano Pignoli, a capo di una sorta di sportello aperto quotidianamente agli amici-bisognosi. Ora chi se ne occuperà?». Il fendente conclusivo arriva puntuale: «Appare chiaro che non sarà nelle stanze di piazza Italia che si deciderà come amministrare la città, e le scelte saranno trasmesse da qualche altro palazzo della politica». Riferimento fin troppo chiaro o c'è bisogno dei sottotitoli? Dallo stesso schieramento, Rinascita popolare ha voluto dire la sua in maniera autonoma: «La nomina ad assessore della figlia 19enne di Gianni Teodoro - scrive il portavoce Stefano Leone - è stata la prima grave caduta di stile del nuovo sindaco. L'aver ceduto a Teodoro equivale ad una vera e propria marchetta elettorale. Peraltro, sorprendendo anche buona parte dei suoi, Marco Alessandrini si è messo in una posizione per la quale, da oggi in poi, gli sarà difficile sbandierare la sua autonomia. Ha dimostrato subito debolezza e mancanza di piglio politico, ha detto no al padre nominando, però, la figlia, la pezza è stata peggio». E Alessandrini? Per ora il sindaco-cestista incassa bene le bombe da tre punti degli avversari, contando di restituirle con gli interessi, ma non c'è dubbio che la partenza sia in salita. E dalla Rete, nel frattempo, arriva un'altra valanga di attacchi che si moltiplicano col passare delle ore.