«Rifondazione non si è messa sulle posizioni di Cantagallo, casomai Cantagallo assunse una posizione simile alla nostra. Siamo stati gli unici ad opporci al sindaco di Montesilvano quando la corte era affollata.
La nostra posizione è maturata prima che qualsiasi altra forza politica esprimesse riserve sul progetto».
La precisazione è del deputato di Rc, Maurizio Acerbo che ricorda come fin dalla prim'ora il suo partito subodorò i lati negativi del progetto.
«Il progetto della rete filoviaria», si leggeva infatti nel programma elettorale già nel 2003, «riveste un'importanza fondamentale per fornire un'alternativa competitiva al trasporto privato. Tuttavia sulla filovia c'è una differenza forte tra Rifondazione e tutti gli altri partiti: noi pensiamo che vada riconsiderata la scelta di farla passare sull'ex-tracciato, o almeno che il tema meriti un approfondimento che non c'è mai stato. Ci sembra auspicabile che la mobilità pubblica ecologica si sviluppi togliendo spazio alle automobili ( come propone per alcuni tratti la GTM), come in tutta Europa, e non sopprimendo l'unico percorso ciclabile e pedonale della città. Con il completamento della sistemazione dell'ex-tracciato avremo una "strada parco", ciclabile e pedonale, che attraversa tutta la città e interi quartieri dove non c'è un metro quadro per passeggiare e socializzare lontano dallo smog e i rumori. Prima di sacrificare questa opportunità bisogna riflettere seriamente, coinvolgendo i cittadini».
«Da allora», ha aggiunto Acerbo, «il nostro giudizio sul progetto è probabilmente diventato ancora più drastico. Ci ha fatto piacere che successivamente sia il sindaco d'Alfonso che il presidente Del Turco abbiano espresso contrarietà nei confronti del progetto. Non comprendiamo perchè il progetto debba andare avanti per inerzia se non convince. Non comprendiamo perchè agli impegni assunti con i cittadini non seguono atti conseguenti».