PESCARA Arriva da Roma un appello al sindaco Pd Marco Alessandrini a non fermare la filovia: «Non faccia l’errore fatto in passato», afferma Omar Cugini, presidente del Centro studi sulla mobilità e i trasporti, «quando si gettò alle ortiche il collegamento ferroviario tra Pescara e Penne in nome dei “moderni” autobus;non faccia l’errore fatto in molte città italiane, che nell'impeto modernista degli anni Sessanta decisero di rinunciare ai loro tram e filobus e che ora soffocano di traffico; non dia retta a certi ecologisti della domenica che , affetti dalla sindrome Nimby vaneggiano sull’estetica dei pali. Meglio qualche palo in più ma una città ecologica e con meno inquinamento, oppure meglio preservare la vista del cielo dando retta a questa gente e morire di traffico ed inquinamento? Roma». Il Cesmot difende la filovia: «Ancora una volta», dice Cugini, «assistiamo a proteste velleitarie, da parte di presunti comitati di cittadini che si scagliano, come negli anni Sessanta, contro la presunta antiesteticità di pali e fili, dimenticando forse che i fumi di scarico dei mezzi a motore rendono le ns città delle autentiche camere a gas e danneggiano molto di più l’ambiente dei pali. Avere inoltre la pretesa, come leggiamo sulla stampa, di sostituire filobus da 12 o 18 metri con delle vetture elettriche è quanto di più sbagliato possa esistere. Al di là della scarsa capacità di trasporto di queste vetture, ci si dimentica che le batterie hanno un ciclo di vita operativa di circa 10 anni e che la loro sostituzione ha dei costi non indifferenti». Il Cesmot prosegue: «Riteniamo perciò fortemente strumentali le prese di posizione contro la filovia e auspichiamo che l’opera pescarese non faccia la fine di altre opere italiche: basti pensare al tram su gomma aquilano i cui lavori sono stati sospesi quando ormai l’opera era pronta al 90 per cento».