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Pescara, 25/05/2020
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Data: 02/07/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«Basta col teatrino sulla filovia». I sindacati attaccano il sindaco che vuol rimettere in discussione il progetto. Russo mette in guardia dalla richiesta di danni della Balfour Beatty

PESCARA Il paventato stop ai lavori della filovia scatena i sindacati che dichiarano lo stato di agitazione, anticamera dello sciopero. I segretari regionali di Filt/Cgil, Faisa/Cisal e Ugl autoferro non hanno gradito affatto l'iniziativa del sindaco di Pescara Marco Alessandrini che ha scritto una lettera al presidente della Regione Luciano D'Alfonso nella quale chiedeva un incontro urgente per rimettere in discussione tutti gli aspetti del progetto filovia, arrivando finanche a prefigurare un cambio di mezzi (bus elettrici al posto del Phileas). Lo stop, secondo i sindacati, avrebbe conseguenze pesanti a livello economico per la Gtm alla quale la Balfour Beatty potrebbe chiedere i danni. Danni economici che, afferma Franco Rolandi della Filt/Cgil, avrebbero ripercussioni negative anche sui livelli occupazionali all'interno della Gtm. Del resto, il presidente Michele Russo ha sottolineato ieri come il fermo parziale o definitivo dell'opera sarebbe deleterio per la Gtm. «Se la Balfour Beatty chiederà i danni non si tratterà di bruscolini. Come Gtm abbiamo il dovere di portare a compimento i lavori, non possiamo andare contro la legge». La battaglia infuria mentre si attende a giorni il verdetto del Tar sui ricorsi del Wwf e dell'associazione Carrozzine determinate Abruzzo. Fuori dai denti, Rolandi chiede ad Alessandrini e a D'Alfonso «quali intenzioni abbiano sul progetto filovia e come mai si vuole rimettere tutto in discussione ora che c'è stato un cambio di guida politica alla Regione e al Comune di Pescara, dubbi e perplessità mai manifestate al tempo dell'appalto quando alla guida delle due Amministrazioni c'erano gli stessi protagonisti politici». Quel che più ha fatto arrabbiare i sindacati, da sempre favorevoli alla realizzazione della filovia, è il richiamo di Alessandrini alle barriere architettoniche. «Come se - aggiunge Rolandi - usando i bus elettrici al posto del Phileas il problema si risolverebbe d'incanto. Noi diciamo basta all'ipocrisia di una politica che, in maniera bipartisn, ha prodotto questo pasticciaccio e a questa politica chiediamo di risolverlo. E anche in fretta perché il fallimento del progetto peserebbe pure sulle spalle dei lavoratori, ai quali la Gtm ha fatto sostenere i corsi di formazione per ottenere la patente E, necessaria per guidare i filobus. In questa storia, solo Claudio Ferrante ha ragione al cento per cento, gli altri, da destra a sinistra, hanno gravi responsabilità e di queste responsabilità devono rendere conto». Per questo motivo, Filt/Cgil, Faisa/Cisal e Ugl autoferro giocano d'anticipo e chiedono loro un incontro urgente ad Alessandrini e a D'Alfonso: se non ci sarà un chiarimento convincente a breve, i lavoratori della Gtm saranno pronti a scioperare. La richiesta di fermare il cantiere viene salutata favorevolmente da Loredana Di Paola (L'altra Pescara), la quale ricorda «le tante irregolarità e criticità dell'opera, sulle quali peraltro il Tar si pronuncerà presto».

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