PESCARA Il Tar di Pescara ha giudicato ieri non ammissibili i due ricorsi contro la filovia, presentati l’uno da un gruppo di residenti e l’altro da Wwf e Carrozzine determinate. E’ anche emersa una carenza d’interesse «non potendosi vantare alcuna attuale ed effettiva lesività» hanno scritto i giudici. Ma c’è di più: il Tar ha inoltre evidenziato «come la fascia territoriale in questione interessa le città di Pescara e Montesilvano per un lungo tratto chilometrico, con migliaia di abitanti, mentre il ricorso è stato azionato da 16 residenti, 13 di Pescara e tre di Montesilvano, lasciando fuori gran parte degli abitanti delle due cittadinanze».
«Sul piano amministrativo la procedura appare essere ancora interlocutoria». «Le opere progettate devono completare il loro iter procedimentale che indica, come passaggio, lo screening per la Via». Sono alcune delle motivazioni con le quali il Tar di Pescara ha giudicato ieri non ammissibili i due ricorsi contro la filovia, presentati l’uno da un gruppo di residenti e l’altro da Wwf e Carrozzine determinate. E’ anche emersa una carenza d’interesse «non potendosi vantare alcuna attuale ed effettiva lesività che, invero, non viene affatto indicata» hanno scritto i giudici. Ma c’è di più: il Tar ha inoltre evidenziato «come la fascia territoriale in questione interessa le città di Pescara e Montesilvano per un lungo tratto chilometrico, con migliaia di abitanti, mentre il ricorso è stato azionato da 16 residenti, 13 di Pescara e tre di Montesilvano, lasciando fuori gran parte degli abitanti delle due cittadinanze. Si può opinare - si legge - che vi sia una generalizzata indifferenza al problema oppure che il fatto in sé e per sé non ha suscitato quell’allarme diffuso dagli istanti». Una sconfitta per i ricorrenti, ma non è finita: perché se pure il Filò va avanti, è pur vero che a lavori finiti si potrà esprimere una definitiva valutazione su quanto realizzato. Ecco perché il pronunciamento del Tar è stato accolto con parziale soddisfazione da Loredana Di Paola, del Wwf, che ha rivendicato le ragioni del ricorso e ha chiesto «l’immediata sospensione dei lavori». Maurizio Acerbo (Prc) non esclude un nuovo esposto «dato che anche il Tar attesta che si sta proseguendo un’opera priva di titolo autorizzatorio».
Di avviso opposto Michele Russo, presidente Gtm (stazione appaltante), che ha commentato la decisione del Tar con due considerazioni. La prima: «E’ confermata la correttezza del nostro operato, nel rispetto della legge. Spero che i ricorrenti se ne facciano una ragione e ci lascino lavorare: si sono rivolti ad ogni autorità possibile nel tentativo di bloccarci - Regione, Procura e Tar - rimediando sempre bocciature sonore. Così come Acerbo, Di Paola e Sorgentone sono usciti sconfitti alle ultime elezioni: segno che la loro battaglia non è condivisa». La seconda: «Il fatto che a presentare uno dei ricorsi fossero stati 16 residenti sui migliaia che orbitano sulla strada parco conferma che non c’è allarme ambientale, c’è solo chi si ostina a difendere l’orticello di casa». Soddisfatto per il giudizio del Tar anche Guerino Testa, da sempre favorevole alla filovia: «Confermata la bontà dell’opera e dell’iter seguito, ora avanti tutta per evitare un’altra vicenda Tav». Tutto sta a vedere quale posizione assumerà ora il sindaco Alessandrini che ha dichiarato di voler riesaminare la questione del Filò.