Attimi di panico tra i 60 passeggeri Il bagaglio sospetto è stato ispezionato da due militari della brigata Folgore
SULMONA. Momenti di tensione a bordo di un'autobus Arpa per paura della presenza di un ordigno. Allarme culminato col blocco del mezzo sull'A25, l'allontanamento dei passeggeri e la perquisizione dei bagagli «sospetti» di un immigrato. E la scoperta di... latte in polvere.
L'allarme è scoppiato subito dopo la partenza no-stop Roma-Pescara delle 10,30 dalla stazione Tiburtina.
A metà del piano superiore del bus, a due livelli, era seduto un extracomunitario, che gli altri passeggeri (una cinquantina, tra cui parecchi universitari, quasi la metà diretta a Chieti) hanno immaginato arabo o nordafricano. Ma ad attirare l'attenzione era stato soprattutto l'aspetto dell'uomo, sulla quarantina: sguardo spaesato, mani sudate, quasi tremolante. Teneva stretto uno zainetto, nel quale qualcuno aveva intravisto dei barattoli, dai uno quali sembra sia fuoriuscita della polvere biancastra, e un asciugamano attorno a un contenitore più lungo e meno largo di una scatola di scarpe.
In pochi minuti, la curiosità è diventata la preoccupazione. Finché qualcuno non ha pronunciato la parola-miccia: bomba. L'uomo è così finito sotto stringente interrogatorio. E l'imbarazzo, le risposte incomprensibili, sussurrate o negate sul suo stato di salute e il contenuto dei bagagli hanno fatto il resto. Prima del casello, l'autista ha fermato il mezzo.
Casualmente sul bus si trovavano due militari della Folgore, uno in borghese e l'altro, giovanissimo, in mimetica. I due si sono qualificati come esperti in esplosivi e sonmo scesi insieme all'arabo. Ma tra i alcuni passeggeri il sospetto si era trasformato in paura e qualcuno ha anche urlato «non voglio morire» scendendo velocemente dal mezzo. Prima dell'arrivo della polizia, mentre i passeggeri assistevano a distanza, i due militari avevano aperto aperto lo zaino (tagliandolo con un coltello) e con cautela iniziato a ispezionare il contenuto: 5 barattoli di latte in polvere (per un figlio dell'uomo, poi identificato dalla polizia), e due stecche di sigarette dentro l'asciugamano. Finita l'«ispezione» il bus è ripartito. Circa un'ora di ritardo ma viaggio tranquillo. Il «terrorista» è diventato più loquace e ha pure familiarizzato con i compagni di avventura.