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Pescara, 18/03/2026
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Data: 04/07/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Più tasse sulle sigarette il prezzo delle “bionde” aumenta di 20 centesimi

ROMA Fumare diventerà più caro. Il governo, ancora una volta, è pronto a ritoccare verso l’alto le tasse sulle bionde. Il provvedimento per rimettere mano alle accise sui tabacchi, le imposte che si pagano sulle sigarette, è stato più complesso del previsto. Sullo sfondo si è combattuta quella che, qualcuno, ha ridefinito la guerra delle bionde. Produttori l’un contro l’altro armati, e tabaccai schierati per la tassazione delle sigarette elettroniche. Alla fine il governo ha provato a mettere sul tavolo una sorta di armistizio. In soldoni succederà più o meno questo: il prezzo delle sigarette di fascia bassa, come per esempio le Rothmans prodotte da British american tobacco, aumenterà di 20 centesimi di euro. Le bionde di «fascia alta», che invece sono soprattutto appannaggio di Philip Morris, come le Marlboro, aumenteranno di 10 centesimi. Tecnicamente questo avverrà attraverso l’aumento delle due componenti che compongono l’accisa, la parte fissa, che passerà del 7 al 10 per cento, e la quota variabile che salirà dal 58,5 al 58,6 per cento. L’aumento della parte fissa colpisce in modo maggiore i prodotti di fascia bassa, quelli che costano meno, perché non è in proporzione al prezzo ma identica per tutti i produttori. La parte variabile, invece, essendo collegata al valore, ossia proporzionale al prezzo di vendita, finisce per pesare maggiormente sulle bionde più care. Nelle prime bozze del provvedimento sembrava che il governo volesse aumentare solo la parte fissa, con un incremento fino a 40 centesimi del prezzo delle sigarette più economiche. Alla fine, se il testo illustrato per gradi linee ieri dal governo al comitato per l’attuazione della delega fiscale dovesse essere confermato, si tratterebbe di una sorta di compromesso. Anche perché Philip Morris otterrebbe anche un altro vantaggio, uno sconto del 60% sulle accise per le «cialde», un nuovo tipo di prodotto che punta a sfidare la sigaretta elettronica. Quest’ultima sembra invece la più penalizzata dal provvedimento del governo. Se è vero che la bozza parla di una riduzione del 40% rispetto all’accisa delle sigarette, è vero anche che la tassa sarà applicata ai flaconi da 10 ml di ricarica che vengono comparati ad 80 sigarette. Significa una tassazione di 6 euro circa per un prodotto oggi venduto a 5,50 euro. Un balzello che rischia di mettere Ko definitivamente un settore che in soli sei mesi è passato da 5 mila a 1.500 punti vendita.
LADY FISCO
Il decreto attuativo della riforma delle accise potrebbe essere approvato in cdm già giovedì della prossima settimana. Ieri intanto, sempre sul fronte fiscale, durante una premiazione organizzata da Lef, il neo direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, ha espresso dubbi sull’obbligo del Pos per i professionisti così come è stato strutturato. Senza sanzioni per chi viola l’obbligo, ha spiegato la Orlandi, il Pos per i professionisti diventa una semplice «moral suasion». Ma non c’è solo il pugno di ferro nella sua strategia, per Lady Fisco si può trasmettere il messaggio che «le tasse sono una cosa bella». Per sapere nei dettagli quale sarà la linea politica lungo la quale opereranno le Entrate, Orlandi invita ad aspettare la presentazione da parte del governo del rapporto sull'evasione fiscale, ma non rinuncia ad anticipare che piuttosto che blitz anti-evasori come quello del governo Monti a Cortina, su cui «è stata montata una polemica», «ci vuole un lavoro sereno e di continuità». Il neodirettore ritiene che per sconfiggere l’evasione il reato di autoriciclaggio, inserito dalla commissione Finanze nel provvedimento sul rientro dei capitali, sia uno strumento «fortissimo e innovativo».

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