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Pescara, 09/05/2026
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Data: 14/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
L'incontro sulla filovia finisce con i fischi. Cordoma contestato lascia il dibattito Sospiri (An): «E' stata un'aggressione»

Sei candidati su 10 dicono no all'appalto. In un documento la richiesta alla Gtm per bloccarlo

MONTESILVANO. Dei dieci candidati a sindaco si sono presentati in otto. Di questi, sei si sono schierati contro la filovia sulla strada parco. E' il risultato dell'incontro pubblico organizzato ieri pomeriggio, sull'ex tracciato ferroviario di Montesilvano, dall'associazione dei residenti che si batte da anni contro il progetto dei filobus. Il dibattito è stato accesissimo e ha fatto registrare momenti di tensione durante l'intervento di Pasquale Cordoma. L'esponente della Casa delle libertà, in corsa per la poltrona di primo cittadino, è stato duramente contestato da alcuni residenti.
La protesta è arrivata da quei cittadini che speravano di sentire un coro unanime di no alla filovia. Ma da Pasquale Cordoma non è arrivato. L'esponente del centrodestra, dopo l'interruzione, ha abbandonato l'incontro parlando di aggressione.
In serata, è arrivato il duro commento del segretario provinciale di An, Lorenzo Sospiri: «Cordoma ha scelto di andare all'incontro di sua iniziativa sperando di poter esprimere il suo pensiero. Ma gli è stata organizzata un'imboscata. Non gli hanno consentito di parlare e questo dimostra come il centrosinistra sia con l'acqua alla gola a Montesilvano».
Invece, si sono dichiarati apertamente contro il progetto, Valeriano Oronzo, Paola Sardella, Jacqueline Kennedy Pettine, Cristian Odoardi, Alberto Gradin e Giorgio D'Amico, arrivato in tempo per esprimere il suo parere. Meno chiara la posizione di Rocco Finocchio, che non si è espresso né a favore, né contro. Ma alla fine anche lui, insieme agli altri sei candidati, ha firmato un documento con cui si chiede alla Gtm di non firmare il contratto d'appalto, fino alla nascita del nuovo consiglio comunale. Leo Brocchi e Vincenzo Rosati, invece, non si sono presentati. Ecco com'è andata.
FOLLA ALL'INCONTRO. Gli organizzatori hanno pensato a tutto, anche a montare sulla strada parco il finto filobus di 18 metri, realizzato con sbarre di ferro e cartoni, per dimostrare ai presenti cosa significherà far circolare un mezzo del genere sull'ex tracciato ferroviario. Il primo a prendere la parola, di fronte a una platea di circa 200 cittadini riuniti nell'area verde vicino a via Adige, è stato il presidente dell'Associazione strada parco, Mario Sorgentone. «Abbiamo chiamato qui i candidati sindaci per sapere come la pensano» ha spiegato «questa è l'ultima speranza che ha Montesilvano per fermare questo scempio sulla strada parco». Nel pubblico, c'erano anche due assessori del Comune di Pescara: Edoardo De Blasio e Camillo D'Angelo e il consigliere provinciale, Aurelio Giammorretti.
CORDOMA CONTESTATO. Il dibattito si è acceso subito, quando è intervenuto il primo dei candidati. Cordoma, sostenuto dai partiti della Casa delle libertà e dalla lista «Libero per Montesilvano», ha cominciato il suo discorso. «Ho studiato le carte» ha detto «la decisione di fare la filovia risale al '96. Le responsabilità sono di chi ha governato questa città per 13-14 anni. Ora permettetemi di non illudervi. Questo appalto ce lo faranno passare, allora facciamo qualcosa per farlo passare nel miglior modo possibile». Queste dichiarazioni hanno scatenato le proteste. «Basta, ci siamo stufati di sentire queste scuse» ha urlato una mamma con un bambino disabile in carrozzina «è una vergogna, la filovia deve essere fermata». Insulti e fischi contro il candidato sono arrivati anche da altri cittadini.
SEI NO ALLA FILOVIA. Dopo è arrivata la sequenza dei no ai filobus, intervallata solo dall'intervento molto diplomatico di Rocco Finocchio, candidato dei Ds, Comunisti italiani, Margherita, Lista Teodoro per Montesilvano. «C'è già un'iniziativa politica alla Provincia per chiedere di sospendere la firma dell'appalto e di riesaminare la questione» ha affermato Finocchio «se da questa analisi dovessero emergere chiari segnali negativi, allora sarà bene ripensare tutto l'intervento». Più netta la posizione degli altri candidati presenti, che in una sorta di grande comizio elettorale hanno detto il loro no alla filovia. «Cercherò di fermare la filovia» ha osservato Valeriano Oronzo, del movimento Alternativa per l'Abruzzo della Mussolini «ma voi cittadini non fatevi prendere in giro dai politici che hanno governato finora».
Un altolà è arrivato anche da Paola Sardella, della lista Rinnovamento per Montesilvano: «Mi sono dichiarata contraria alla filovia, ricorrerò al Tar e mi appellerò alla Regione affinché fermino l'appalto. La penale di 2,5-3 milioni di euro la pagheremo con i soldi incassati dalla Bucalossi». Non ha nascosto la sua preoccupazione, per l'eventuale risarcimento da pagare alla ditta vincitrice della gara, Jacqueline Kennedy Pettine: «Dico che sono fermamente contraria alla realizzazione della filovia sulla strada parco, ma il debito del Comune è molto alto e aumentarlo di 3 milioni non è il caso». «Sono sempre stato contrario a questa opera» ha fatto presente Cristian Odoardi, candidato di Rifondazione e Italia dei valori «Il presidente della Regione, Del Turco, si assuma le sue responsabilità e fermi questo appalto».
Alberto Gradin, della lista «Sfl-Innovazione per Montesilvano», ha annunciato addirittura proteste eclatanti. «Il mio programma prevede che la strada parco resti così com'è» ha avvertito «Sono disposto anche ad incatenarmi per bloccare la filovia». «La strada parco è nata così e così deve rimanere» ha concluso Giorgio D'Amico, candidato dei Socialisti italiani.

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