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Pescara, 18/03/2026
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Data: 09/07/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, piloti e hostess pronti a congelare il contratto. Offerta di Anpac, Avia e Anpav per favorire il matrimonio con Etihad

ROMA Si sblocca la trattativa sugli esuberi in Alitalia. E questa volta, in maniera del tutto irrituale, sono i piloti e gli assistenti di volo a fare il primo passo con una lettera indirizzata direttamente a James Hogan, ceo di Etihad, futuro partner della compagnia tricolore solo se il negoziato in corso andrà in porto. «Siamo pronti - scrivono Anpac, Avia e Anpav, le associazioni maggioritarie di categoria - a sottoscrivere immediatamente un blocco di tre anni di tutte le dinamiche contrattuali» impegnandoci alla «pace sociale» e rinunciando ad azioni di rivendicazione. Il tutto, ovviamente, per favorire il matrimonio con gli arabi, «unica alternativa credibile per il rilancio» di Alitalia e del sistema Italia. La proposta, messa nero su bianco proprio nel giorno dell’avvio della stretta negoziale tra azienda, governo e sindacati, ha un valore che supera lo stretto ambito contrattuale ed economico. Perché - spiegano piloti e assistenti di volo - si tratta di un’offerta che guarda al futuro, ad un progetto, quello di Etihad, che può davvero rilanciare la compagnia e dare una prospettiva di sviluppo e crescita. Un’offerta - sottolineano ancora - davvero sontuosa visto che i contratti sono scaduti da tempo e che in questo modo, se l’idea si trasformasse in realtà, i dipendenti non avrebbero incrementi salariali per un totale di ben dieci anni.
PROPOSTA SPIAZZANTE

La proposta va di pari passo con la richiesta, del resto già avanzata al governo, di creare un tavolo ad hoc per ricollocare gli esuberi (2.251 di cui circa 400 tra le hostess e 150 tra i piloti). Procede invece a ritmo più lento il confronto al ministero delle Infrastrutture con Cgil e Cisl che hanno chiesto al governo di fare assorbire gli esuberi da aziende esterne ad Alitalia. Da Adr, chiamata direttamente in causa dall’ad Gabriele Del Torchio, è arrivato un no secco ad immolarsi. Silenzio assoluto invece da Poste che potrebbe farsi carico di qualche centinaio di dipendenti Alitalia in uscita. Di certo il pressing dei ministri delle Infrastrutture, Lupi, e del Lavoro, Poletti, è fortissimo. Sulla stessa linea anche il presidente della Commissione Trasporti, Michele Meta (Pd): «Dalle concrete azioni di solidarietà attiva dei soci pubblici e privati di Alitalia possono arrivare quelle soluzioni auspicate da chi ha a cuore il destino e la professionalità di uomini e donne che non devono perdere il bene più prezioso, che è il lavoro».
Resta ottimista il ministro delle Infrastrutture, convinto che l’alleanza consentirà un salto di qualità per Alitalia (più rotte da Fiumicino e Malpensa) e, in prospettiva, il ricollocamento di molti dipendenti. La trattativa proseguirà anche oggi e domani. L’obiettivo è chiudere entro lunedì 14. Convincendo soprattutto la Cgil che, almeno per ora, resta sulle barricate.

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