Trasporto scolastico a rischio? Il consigliere Maurizio Verna (Pd) solleva il dubbio, l'assessore all'Istruzione Piero Romanelli rassicura. Partiamo da un dato: negli anni passati le domande per accedere al servizio scuolabus scadevano il 30 giugno. Quest'anno, ad oggi, ancora non sono state pubblicate. Molti genitori, preoccupati del ritardo, si sono rivolti agli uffici comunali, chiedendo spiegazioni; qualcuno, non ricevendo le informazioni necessarie, si è rivolto a Verna, che ha fatto della sicurezza degli scuolabus una sua personale battaglia in Consiglio comunale. «Come mai i moduli di domanda per le famiglie non sono ancora disponibili? - Chiede Verna -. Perché nessuno sa dare risposte adeguate ai cittadini? Forse il Comune ha problemi economici? Se la questione non verrà risolta entro martedì prossimo presenterò un'interpellanza in Consiglio comunale. Il problema del ritardo, oltre al ballottaggio, è dovuto alla scadenza della convenzione con la ditta Fratarcangeli, che finora ha gestito il servizio a Teramo. Ora il Comune si trova di fronte ad un bivio: rinnovare la convenzione oppure emanare, in tempi strettissimi, un bando pubblico. Nel frattempo è stato chiesto alla ditta, che in passato ha avuto qualche problema di sicurezza legato alla presenza di ruote lisce su due mezzi, ricevendo anche delle multe salate da parte della Polizia Municipale, di adeguarsi a determinate richieste avanzate dal Comune, come quella di rottamare alcuni mezzi obsoleti. «Entro lunedì - rassicura Romanelli - decideremo quale strada seguire, se andare verso la riconferma, che per me sarebbe la soluzione migliore e più veloce, visto che fino ad oggi il servizio è stato efficiente ed efficace, oppure procedere speditamente al bando di gara. Anche per il trasporto dei bambini disabili non ci saranno problemi». I costi a carico del Comune restano esosi: l'Ente, per il trasporto di 600 bambini, spende per il servizio circa 600 mila euro annui, cifra stabilita anni da dal Commissario prefettizio. Adesso andrà adeguata e probabilmente subirà anche degli aumenti. "Alle famiglie - conclude Romanelli - chiediamo un contributo davvero piccolo di 115 euro annui. Non pensiamo ad incrementarlo ma potremmo decidere di differenziare la retta a seconda delle fasce di reddito, in base all'Isee, in modo da far pagare di più chi ha maggiori disponibilità economiche".