NEL paese delle incompiute può fare notizia l’annuncio che un’opera iniziata 50 anni fa potrà essere completata nei prossimi due o tre anni, il tempo di bandire la gara nel 2015 e affidare i lavori. È il caso della fondovalle Val di Sangro. Ma l’elenco per l’Abruzzo è lungo. Basta scorrere la delibera dell’8 luglio scorso con la quale la giunta regionale ha indicato le opere prioritarie per la regione: oltre alla fondovalle Sangro, il completamento della dorsale appenninica (oggetto della riunione ieri a Onna), l’ultimazione della Teramo-Mare con la realizzazione del quarto lotto; il collegamento Loreto Aprutino-Penne; la realizzazione della dorsale collinare pedemontana Marche-Abruzzo-Molise; la variante della statale 16 nel tratto di Vasto e Montesilvano-Ortona. Poi ci sono i nodi ferroviari (la Pescara-Roma su tutti) e il complesso dei porti, interporti e aeroporti. Sono 37 opere in tutto, per le quali i fondi, secondo la Regione, dovrebbero essere disponibili.
BOMBA «Entro giugno 2015 contiamo di avviare la gara per l’affidamento dei lavori per completare la fondovalle Sangro nel tratto Gamberale-Civitaluparella». E’ il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, a farsi carico dell’ambizioso impegno di portare a termine un’opera incompiuta da cinquant’anni. Lo fa al termine di un sopralluogo sulla statale che collega l’interno del Molise alla costa adriatica. La Valle del Sangro, con i suoi sindaci e amministratori, ascolta a pochi passi le prossime tappe di questa storia infinita: a novembre il progetto preliminare e, entro i primi sei mesi del prossimo anno, il definitivo e il bando di gara. «Conosciamo bene l’importanza di quest’area industriale e di avere un sistema di infrastrutture efficiente perché incide direttamente sui costi e sulla competitività delle imprese», dice Ciucci rivolto al presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, che sottolineava la valenza economica e strategica della Val di Sangro, «la continuazione della Fondovalle verso il tratto Gamberale-Civitaluparella è un investimento importante, di circa 120 milioni. Cinquanta sono già stati stanziati da due provvedimenti di legge, mancano 70 milioni che riteniamo possano essere trovati nell’ambito del prossimo provvedimento governativo “Sblocca Italia”. Lavoreremo insieme alla Regione e al ministero dei Trasporti, con il ministro Lupi sensibile e attento su questo argomento, per trovare la copertura finanziaria che ci consenta per la metà del prossimo anno di avviare la gara di affidamento dei lavori». Il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso (presente anche il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini) sottolinea come «l’allungamento verso nord, oltre Quadri, della fondovalle Sangro» rapppresenti «la priorità infrastrutturale di rilievo che consentirà al distretto industriale della Val di Sangro di potenziarsi. Vedo un lavoro sinergico intorno alla realizzazione di quest’opera, sono convinto che questa sia la volta buona. L’urgenza dell’opera è evidente, si tratta ora di rendere forte l’attenzione dei livelli di Governo». La Fondovalle collegherà più velocemente l’Adriatico con il Tirreno, autostrada dei “due mari” ma senza pedaggio. «Il governo si farà carico di individuare le risorse necessarie per ultimare un’opera incompiuta da quasi cinquant’anni», assicura il sottosegretario Legnini, «progettata nel 1967, il primo lotto venne aperto agli inizi degli anni ’70. Quelli successivi sono stati poi realizzati con inaccettabile lentezza e mille intoppi. Ora si volta pagina, per completarla in tempi rapidi. Una volta che l’Anas avrà ultimato il progetto, ci sono tutte le condizioni affinché il governo si faccia carico di reperire le ulteriori risorse». A pochi metri da dove si svolge il sopralluogo si erge il “viadotto Barche”, crollato mentre era ancora in costruzione. «Gaspari si spaventò a rioccuparsene 40 anni fa», scherza D’Alfonso. «Stiamo lavorando anche lì», dichiara Ciucci, «per realizzare un percorso che consenta di superare il tortuoso bypass e far sparire questo residuo tristemente famoso. Per la fine del prossimo anno contiamo di finire la progettazione e trovare almeno 40 milioni di euro».
Variante Sud un nuovo tracciato per sbloccarla
L’Anas accoglie la proposta dei sindaci. Così si eviterà l’attraversamento dei centri abitati
L’AQUILA Un tratto di Statale di dieci chilometri. Pochi, ma oggetto per cinque anni di dibattiti e tavoli di concertazione tra associazioni, proloco, sindaci e commercianti. È la “Variante Sud città dell’Aquila - Lotto C” progettata dall’Anas. Un’infrastruttura da 48-50 milioni di euro, che unisce le frazioni aquilane di Bazzano e San Gregorio, con un viadotto, e il successivo tratto tra San Gregorio e San Pio delle Camere, che attraversa i centri urbani di Poggio Picenze e Barisciano. Dal confronto durato cinque anni è nato un progetto di tracciato alternativo presentato al governatore Luciano D’Alfonso e ai vertici nazionali dell’Anas, in particolare al presidente, Piero Ciucci, e all’amministratore delegato, Alfredo Bajo, che ieri hanno fatto tappa a Onna dopo un minitour tra alcune delle priorità infrastrutturali d’Abruzzo: una serie di progetti per diverse centinaia di milioni di euro, in parte già disponibili, “in parte da individuare con la Legge di Stabilità la norma Sblocca-Italia”, ha spiegato Ciucci. Nella struttura donata dai tedeschi agli onnesi, a Casa Onna, Anas e Regione hanno ascoltato (e accolto) le istanze del territorio. La richiesta – messa nero su bianco dai sindaci di Fossa, Poggio Picenze, Barisciano e Città Sant’Angelo,e dall’associazione “San Gregorio Rinasce onlus” e dalla proloco di Onna, è di spostare il tracciato della Variante Sud per impedire che passi proprio in mezzo ai centri abitati, dividendo in due, ad esempio, il Comune di Poggio Picenze (addirittura passando dove sorge l’abitazione di un cittadino) e ignorando di fatto i nuclei industriali di Bazzano, Monticchio, Fossa, Barisciano, che non vengono serviti. Non solo. Il progetto dell’Anas, secondo gli “oppositori”, invade e danneggia il bacino fluviale dell’Aterno. Il tracciato alternativo, dunque, attraverserebbe la valle a sud di Poggio Picenze, di fatto alleggerendo la viabilità della Ss 17, e favorendo lo sviluppo di uno snodo stradale tra i nuclei industriali già esistenti di Bazzano, Monticchio e Fossa, per una viabilità più veloce in direzione Pescara, anche per i mezzi pesanti. Con sorpresa, i vertici dell’Anas hanno accolto la proposta, con la soddisfazione del governatore e il sollievo dei rappresentanti istituzionali locali: il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, il presidente della Commissione lavori pubblici, Pierpaolo Pietrucci, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la senatrice Pd, Stefania Pezzopane. «Il tracciato alternativo è fattibile», ha detto Bajo, «e non comporta un aggravio di spesa. Ora, però, bisogna andare spediti ed entro un anno deve poter partire la gara d’appalto». Ciucci ha rimarcato l’esigenza di «porre fine a progetti datati da decenni, che devono diventare concreti, con date e impegni precisi». Il vero successo ieri lo hanno portato a casa “i piccoli”, i cittadini comuni e i soggetti del territorio che per cinque anni hanno lavorato affinché venisse approvato un diverso tracciato. Il presidente della Regione, D’Alfonso, ha infine ricordato che «si deve concretizzare anche l’infrastruttura che collega i tratti dalla valle Subequana a Barisciano e da Navelli a Bussi, per i quali tocca ora agli enti darsi da fare».