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Pescara, 18/03/2026
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Data: 12/07/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia-Etihad, esuberi giù a quota 980 Ma il governo vuole l’ok dei sindacati entro questa mattina

ROMA Esuberi dimezzati o quasi. A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum del governo - previsto per questa mattina alle 11 - la trattativa sugli esuberi Alitalia si sblocca. Anche se il quadro - dopo l’ennesima giornata di trattative al ministero del Lavoro - resta ancora incerto. L’unico dato sicuro è che il taglio secco di 2.251 posti di lavoro, come chiesto da Etihad, non ci sarà. E che quindi la cura dimagrante sarà meno dura del previsto. «Al momento - ha spiegato in serata il ministro delle Infrastrutture - gli esuberi sono scesi a quota 980. Perché circa 250 assistenti di volo anziché andare in mobilità avranno il contratto di solidarietà e oltre 1.020 dipendenti (soprattutto personale di terra) verranno ricollocati». Si tratta di un passo in avanti importante in quanto gli arabi avevano escluso il ricorso alla mobilità nelle prime fasi del negoziato.
TIRA E MOLLA

Per la verità i sindacati sono convinti di poter limare ancora i numeri, scendendo a quota 900 e negoziando ad oltranza con l’azienda. Il vero nodo - dicono alla Cisl - sono proprio i 980 esuberi strutturali per i quali il futuro non è certo rosa. La proposta di metterli in mobilità con l'80% dello stipendio per 4 anni non convince fino in fondo, anche se alternative sul tavolo non ce ne sono. «Per questi dipendenti - sottolinea il ministro - si utilizzerà il contratto di ricollocamento previsto dall'ultima legge di stabilità, una soluzione che è «un grande successo» raggiunto «con lo sforzo di tutti». Sulla stessa linea il ministro Poletti per il quale il contratto di ricollocamento rappresenta una soluzione innovativa. «Siamo in una fase sperimentale, ma questa nuova formula dispone già di circa 15 milioni di euro di finanziamenti».
IL TERRITORIO

Poletti ha spiegato che lo strumento contrattuale consente a chi è in mobilità di fare un accordo con l'Agenzia del lavoro del Lazio, con il supporto di un'unità di missione con all'interno i ministeri interessati (Lavoro e Infrastrutture), la Regione e l'Enac, per trovare una nuova occupazione. «Applichiamo - aggiunge il ministro - una cosa mai fatta prima in Italia che sperimentiamo su Alitalia, non è una garanzia, è un contratto di servizio che prevede obblighi per i lavoratori, per l'Agenzia e per le istituzioni». Da fonti sindacali trapela che una parte dei dipendenti considerati in sovrappiù potrebbero essere riassorbiti dalla compagnie che operano a Fiumicino e dalla stessa Adr. Certo molto dipenderà dalle prospettive di sviluppo dell’aeroporto e dall’andamento del mercato».
Ma al di là dei dubbi sindacali, la Cgil resta ancora sulle barricate e potrebbe non firmare l’accordo quadro, il governo ha davvero fretta. Punta, è noto, a siglare un’intesa già questa mattina alle 11 con le risposte definitive da parte delle organizzazioni sindacali. Difficile però che la deadline indicata dall’esecutivo venga rispettata. Più probabile invece che la trattativa, entrata in dirittura d’arrivo, si trascini ancora, in un crescendo di colpi di scena e dietrofront come prevede la consolidata liturgia sindacale.

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