CHIETI È indagato per omicidio colposo plurimo l'autista del tir che, nel primo pomeriggio di venerdì, ha causato l'incidente sull'autostrada A14 nel quale hanno perso la vita due coniugi belgi. Il sostituto procuratore Marika Ponziani ha aperto un'inchiesta per chiarire la dinamica del maxi-tamponamento iscrivendo nel registro degli indagati R.G., 51 anni, residente a Pianella. Il pm ha disposto anche il sequestro del tir e della Mercedes sulla quale viaggiano Cristine Marie Fafra, 68 anni, e suo marito Ugo Mastrangioli, 70, originario della provincia di Campobasso. Entrambi, dopo il terribile schianto avvenuto tra Ortona e Lanciano, sono morti sul corpo: erano diretti a San Felice del Molise, dove avrebbero trascorso le vacanze estive.
IL TIR NON CORREVA
Le indagini sono portate avanti dalla Polizia stradale, coordinata dal comandante Fabio Santone, che mantiene il più stretto riserbo sugli accertamenti in corso. Ma, secondo quanto trapelato, il tir non procedeva a velocità elevata. E allora cos'è successo in quei drammatici secondi? Restano in piedi diverse ipotesi: dalla distrazione al guasto meccanico. Non è neppure da escludere che l'autista sia stato abbagliato dal sole. Certo è che, come specifica Santone, «il tratto della A14 chietino, della lunghezza di 76 km, si caratterizza per una elevata percentuale (oltre il 20%) di viadotti e gallerie con pendenze spesso superiori al 5% e un sensibile dislivello altimetrico rispetto alla Ss 16 a differenza per esempio del tratto teramano o marchigiano dove l'altimetri è la stessa. Si tratta di caratteristiche che in presenza di traffico possono portare a una qualche problematica».