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Pescara, 18/03/2026
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Data: 13/07/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Comune, rischio tasse alle stelle per coprire un buco da 30 milioni. Nuovo allarme del sindaco Alessandrini sulla situazione dei conti: «L’ente è in una crisi finanziaria»

PESCARA Nuovo allarme per la situazione dei conti del Comune. Ieri, il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore al bilancio Bruna Sammassimo hanno rivelato che l’ente versa «in una grave crisi finanziaria di difficile soluzione». E lo stesso dice il collegio dei revisori dei conti che, per la prima volta nella storia del Comune, ha espresso un «parere non favorevole» per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno scorso. Uno scenario che potrebbe comportare, come estrema conseguenza, una raffica di aumenti delle tasse e delle imposte locali per coprire uno squilibrio nei conti, che il capo di gabinetto in pectore Camillo D’Angelo non esita a definire «buco», addirittura di oltre 30 milioni di euro. In caso di dissesto, per ora fortunatamente non all’orizzonte, l’amministrazione sarebbe costretta per legge ad aumentare tutte le tasse, fuorché quella dei rifiuti, nella misura massima consentita. Sotto accusa è la precedente amministrazione di centrodestra che, a detta degli attuali amministratori, non avrebbe fatto nulla per risanare le finanze pubbliche. «Sono assai preoccupato», ha detto Alessandrini, «già alla fine del 2013 il Comune si avviava verso una crisi finanziaria. Si è fatto come in molte case, dove si pulisce e si mette la polvere sotto al tappeto». «Purtroppo», ha aggiunto la Sammassimo, «nel corso di quest’anno la situazione è stata lasciata degradare in modo irresponsabile senza assumere nessuna iniziativa tesa a correggere l’andamento negativo dei conti del Comune e senza assumere nessuna iniziativa sul fronte delle entrate». Il problema principale, denunciato dal collegio dei revisori, nella sua relazione al consuntivo 2013, è l’eccessivo ricorso alle anticipazioni di cassa. «L’ente», hanno spiegato i revisori, «nel corso dell’esercizio non ha contratto nuovi mutui per l’effettuazione di spese di investimento, ma soltanto a titolo di anticipazione di liquidità per una cifra di 10.625.168 euro». I soldi derivanti dai mutui, in sostanza, sono serviti per le spese correnti, altrimenti non coperte con le entrate tributarie. Il gettito derivante da alcune tasse, tra cui in particolare la Tares, sarebbe stato inferiore alle previsioni. «Il collegio», è scritto nella relazione, «ha già relazionato più volte sull’utilizzo costante di risorse vincolate per il pagamento di spese correnti, mai reintegrate, che al 31 dicembre 2013 ammontavano a 16 milioni circa». Inoltre, sempre nello stesso esercizio, si è registrato un disavanzo tecnico di amministrazione pari a 4.285.425 euro». Soldi che dovranno essere comunque recuperati. In che modo? Alessandrini e la Sammassimo non fanno previsioni. L’assessore ha detto soltanto che intende, innanzitutto, procedere riducendo i residui attivi, cioè la differenza tra quanto accertato e quanto effettivamente incassato. Nei residui, però, ci sono anche crediti non più esigibili. «La nuova modalità contabile utilizzata dal Comune sin dal 2012», ha concluso la Sammassimo, «renderà praticabile una politica di bilancio dove saranno spendibili solo le entrate che effettivamente saranno riscosse».

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