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Pescara, 18/03/2026
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Data: 13/07/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Strada parco: Da vent’anni il nastro d’asfalto che unisce Pescara a Montesilvano aspetta una destinazione definitiva. Il Wwf diffida la Regione. Carrozzine determinate: «Le numerose barriere architettoniche presenti sulla strada parco impediranno la fruizione (qualunque impianto di trasporto sarà scelto) da parte della totalità delle persone con disabilità»

PESCARA Aggressioni, scippi, sparatorie e polemiche a non finire per la sicurezza che manca: tutto questo fa della strada-parco la via «maledetta» di Pescara. Maledetta da chi non vuole che ci passi il mastodonte Filò, maledetta da chi non vede l'ora che il filobus passi. Insomma, l'ex tracciato ferroviario - al secolo via Castellamare - è stato teatro di scontri e baruffe di ogni genere negli ultimi anni, esattamente dal febbraio 2009 quando il Comune di Montesilvano consegnò le aree alla Gtm e alla Balfour Beatty per realizzare la filovia; consegna seguita dal Comune di Pescara nel novembre dello stesso anno. Col risultato che a distanza di cinque anni Filò non ha ancora fatto capolino sulla strada-parco. Con l'aria che tira, fra i ricorsi al Tar, le richieste di Comune e Regione di rivedere il progetto e il mezzo da utilizzare (bus elettrici al posto del troppo impattante e costoso Phileas), le possibilità che Filò non transiti mai da quelle parti aumentano a dismisura. A rafforzare questa tesi c'è la diffida presentata dalle associazioni e dai comitati al comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale. Una diffida pronta dal 15 gennaio e che è stata formalizzata per chiedere la conferma della sospensione dei lavori, già disposta dallo stesso comitato Via il 23 ottobre 2012 su imposizione della Commissione Europea (da un esposto del Wwf) e con giudizio successivo dell'11 settembre 2013 che recita così: «Nel caso di opere e interventi realizzati senza la previa sottoposizione alle fasi di verifica di assoggettabilità o di valutazione (...) l'autorità competente, valutata l'entità del pregiudizio ambientale arrecato e quello conseguente alla applicazione della sanzione, dispone la sospensione dei lavori e può disporre la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi e della situazione ambientale (...)». Su questa scorta, Loredana Di Paola, del Wwf, può dichiarare che «il comitato regionale è obbligato ora a esprimersi sulla sospensione dei lavori. La sentenza del Tar parla chiaro: l'atto impugnato non è atto conclusivo del procedimento (solo per questo non è ammissibile), non è lo screening Via (che deve ancora essere fatto). Quindi ciò che denunciamo da tempo oggi ha l'ennesima conferma: i lavori sono iniziati e proseguiti fino a oggi senza il titolo autorizzativo necessario. Sono quindi illegittimi e vanno ufficialmente sospesi». Vanessa Oppo dell'associazione Carrozzine Determinate sostiene che «a prescindere dal merito della presente diffida noi denunciamo anche che a oggi non è stato presentato alcun progetto di eliminazione delle numerose barriere architettoniche presenti sulla strada parco, che impediranno la fruizione (qualunque impianto di trasporto sarà scelto) da parte della totalità delle persone con disabilità. Ci sono norme nazionali e regionali che attestano l'esclusione da qualunque tipo di finanziamento di opere sprovviste della preventiva "valutazione di conformità", che riguarda appunto il totale superamento delle barriere architettoniche. Il progetto in questione manca anche di questo titolo. Quindi si configura a tutti gli effetti come un'opera fuori legge».

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