Gentile Direttore, giorni fa, di buon’ora, pecorrevo l'autostrada Pescara-Roma e, un po' per curiosità e un po' per ingannare il tempo, ho provato a contare i Tir che superavo in direzione Roma. Ne ho contati una trentina. Più o meno lo stesso numero percorreva la direzione opposta. Viaggiando con la fantasia, ho provato a immaginare cosa potrebbe per l'Abruzzo un'alta velocità Roma-Pescara. Quale immenso sviluppo economico e sociale si potrebbe determinare, se in meno di un'ora, si potessero collegare le sponde del Tirreno e dell'Adriatico. L'Aereoporto d'Abruzzo diventerebbe il terzo aeroporto di Roma. I porti di Pescara e Ortona, ma anche quelli di Giulianova e Vasto, si sommerebbero a quelli di Civitavecchia, Anzio e Ostia. L'Interporto d'Abruzzo segnerebbe finalmente in positivo il rapporto costo-benefici. Il turismo in generale e quello religioso in particolare, avrebbero un'espansione tale da garantire migliaia di posti di lavoro. Pescara diventerebbe la porta d'ingresso obbligatoria per passeggeri e merci provenienti dall'est Europa, nonchè snodo strategico di raccordo per Ancona e Bari verso Roma. Insomma, l'Abruzzo intero cambierebbe volto: da una regione che annaspa e una regione ad alta velocità, proprio come l'immagina il nostro Governatore. I capitali: potrebbero essere pubblici ed essere quelli tipici che Renzi chiede di escludere dal patto di stabilità, ma potrebbero essere anche privati considerati i sicuri ritorni. Leggevo giorni fa che in un trentennio il tempo di percorrenza tra Roma e Milano sono dimezzati. Ho letto altresì che - rispetto agli anni Settanta - il tempo di percorrenza tra Pescara e Roma è aumentato di un quarto d'ora. Mi rendo perfettamente conto che a molti il mio ragionamento sembrerà un sogno a occhi aperti, ma volevo rassicurare tutti che sognare non costa niente.
Gaetano Villani, Manoppello
Io temo che ormai i buoi siano scappati, nel senso che i quattrini per grandi opere come il rifacimento della Pescara-Roma non ci sono più. Si potrà forse tagliare di qualche minuto lo scandaloso tempo di percorrenza di oggi, ma non certo abbastanza per convincere chi oggi sceglie la gomma a preferire la rotaia. O a indurre i turisti che arrivano a Fiumicino a fare una puntatina in Abruzzo.
Mauro Tedeschini