La giunta D’Alfonso difende lo stop all’assegnazione di 17 milioni di euro, provenienti dai fondi degli ex Programmi attuativi interregionali, che era stata precedentemente deliberata dall’amministrazione Chiodi. Le risorse, inizialmente, erano state equamente ripartite tra le quattro province e destinate alla realizzazione di opere di vario genere, come il piano anti-allagamento a Pescara e la ristrutturazione dell’edificio Stella Maris a Montesilvano. L’8 luglio scorso, invece, il nuovo esecutivo regionale ha deciso di revocare i finanziamenti. «Non potevamo fare altrimenti, in quanto la delibera adottata dalla giunta Chiodi era illegittima – spiega l’uomo ombra del governatore, Camillo D’Alessandro – è stato il direttore della struttura regionale a comunicarci la necessità di procedere alla revoca in autotutela, poiché il provvedimento originario non soddisfaceva i criteri e le modalità di programmazione stabiliti dal Cipe». D’Alessandro rimarca: «Si sarebbe dovuto programmare secondo una scala di priorità e non distribuire i fondi a pioggia, con una ripartizione aritmetica, dando vita ad un’operazione di stampo elettoralistico». Secondo l’esponente del Pd, in assenza della revoca, si sarebbe rischiato il blocco delle opere. «Soggetti terzi, a partire dai Comuni che si fossero sentiti penalizzati, avrebbero potuto impugnare la delibera – sottolinea D’Alessandro – D’Alfonso ha ristabilito il rispetto delle regole, ha già fatto partire la riprogrammazione dei fondi, che saranno assegnati in base alle priorità, come prescritto dalla legge». In sostanza si riparte da zero: gli enti locali dovranno inoltrare le rispettive richieste alla Regione, che fisserà una scala delle priorità. Il Comune di Pescara, ad esempio, ha già fatto sapere che chiederà risorse aggiuntive. «Il rispetto dei criteri è dirimente – prosegue il braccio destro di D’Alfonso – Noi non entriamo nel merito delle scelte effettuate e non diciamo che gli interventi individuati dalla giunta Chiodi non andavano finanziati, ma non possiamo rischiare di assistere ad uno stop dei cantieri». I tempi per la nuova assegnazione dei fondi dovrebbero essere relativamente brevi. «Trenta giorni, a partire dall’8 luglio scorso – fa sapere D’Alessandro – Procederemo alla riprogrammazione, stileremo una graduatoria delle emergenze strategiche e subito dopo saranno attribuite le risorse, che permetteranno di dare avvio ai lavori, senza rischiare perdite di tempo e contenziosi». Di tutt’altro avviso il centro-destra, che contesta la revoca della delibera e mette nel mirino il direttore della struttura regionale. «Siamo in presenza di un vergognoso atto di soggiacenza da parte del dirigente Antonio Sorgi – attaccano il consigliere regionale Antonio Sospiri e il capogruppo al Comune di Pescara, Marcello Antonelli – Il piano anti-allagamento di Pescara è un’emergenza assoluta e i lavori saranno ulteriormente ritardati».