Per vendicarsi del suo ex ha messo in atto una vera e propria persecuzione nei confronti dell’uomo e azioni anche nei confronti della nuova compagna. Una tale ossessione e desiderio di vendetta che hanno spinto una donna di 56 anni, ora arrestata, a scrivere denunce anonime di maltrattamento nei confronti del nipotino della nuova compagna del suo ex con l’intento di strappare il bimbo alla madre e alla nonna e fare intervenire i servizi sociali. Carla Mari, 56 anni, residente all'Aquila, secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, è accusata di stalking, calunnia e diffamazione, reati indicati in 16 capi di imputazione.L’AQUILA «Più controlli sui canteri e misure drastiche, come il daspo, per le ditte corrotte». Una situazione ormai fuori controllo, quella del settore edile impegnato nella ricostruzione post-sisma, che spinge la Fillea Cgil a invocare un intervento deciso dello Stato, visto che il Comune non può farcela con le proprie forze. I vertici nazionali del sindacato hanno descritto uno scenario preoccupante, dove non solo il denaro pubblico si perde in mille rivoli, ma cresce anche il lavoro nero. Sono molto gravi le irregolarità riscontrate nel più grande cantiere d’Europa, sia nella ricostruzione pubblica che in quella privata, a partire dalle infiltrazioni criminali fino alla sfruttamento dei lavoratori. A parlarne ieri all’Aquila, il segretario nazionale della Fillea Walter Schiavella, il segretario regionale Silvio Amicucci, quello provinciale Emanuele Verrocchi e il segretario provinciale della Cgil Umberto Trasatti. Andando a verificare, ad esempio, gli oltre 200 cantieri aperti nel centro storico, si è scoperto che gli operai vengono impiegati per 400 ore annuali di lavoro, svolgendo in 2 mesi e mezzo attività di 12 mesi: numeri poco credibili, secondo la Fillea-Cgil, che dimostrano una mole di lavoro sommerso. Altra denuncia, lo sfruttamento delle aziende edili non locali, come quelle marsicane: particolare emerso con chiarezza nell’ultima indagine giudiziaria che ha riguardato il capoluogo d’Abruzzo. Secondo la Fillea, le infiltrazioni criminali segnalate a più riprese pongono quindi una serie di problemi, che si aggiungono a quelli discussi con la Commissione parlamentare antimafia durante la sua visita al capoluogo abruzzese. Sono temi in particolare che riguardano le condizioni di lavoro e di vita delle migliaia di persone occupate nella ricostruzione, gli aspetti economici del loro lavoro, la sicurezza dei cantieri e durante l’esecuzione delle opere, la stessa organizzazione delle aziende che sono impegnate all’Aquila e nelle zone interessate