PESCARA Si svolgeranno il 28 settembre, come conseguenza della legge Delrio, le elezioni di secondo livello per l'elezione dei presidenti delle Province di Chieti, Pescara e Teramo e dei consiglieri provinciali (dodici per ogni assise). I comizi saranno convocati entro il 19 agosto, come hanno annunciato ieri a Pescara Enrico Di Giuseppantonio, Guerino Testa (nella foto) e Valter Catarra, rispettivamente presidenti di Chieti, Pescara e Teramo: le elezioni che vedranno coinvolti sindaci e consiglieri comunali in carica.
«Le Province ci sono ancora -ha detto Di Giuseppantonio- Non sono state abolite, e chi lo dice fa solo propaganda. Le Province ci sono ancora, continuano a lavorare tra mille difficoltà e con pochissimi fondi, considerati i tagli operati da Stato e Regioni. In questa fase la confusione regna sovrana nella riorganizzazione degli enti locali, perché è ancora in ballo la riforma costituzionale che prevede l'abolizione delle Province per cui con la legge Delrio è stato attivato un meccanismo che potrebbe avere i mesi contati. Ciò che è stato eliminato è solo il voto popolare, e i cittadini non potranno più scegliere il loro presidente e i loro consiglieri. Per quanto ci riguarda e per il lavoro che dobbiamo portare avanti in questi mesi dobbiamo affidarci alla Provvidenza, affinché il sole secchi l'erba da sfalciare, scaldi le scuole superiori e faccia sciogliere la neve o non faccia nevicare». Per Testa «i presidenti di Provincia sono dei piccoli eroi, che hanno portato avanti l'attività nonostante i tagli, e se nel bilancio del 2014 metteremo qualche spicciolo per la manutenzione delle strade e delle scuole sarà un risultato storico. La riforma Delrio ha generato caos, è stata dettata solo dalla demagogia e mantiene in piedi gli sprechi in altri enti. Presidenti e giunte stanno continuando a svolgere il proprio ruolo senza indennità e senza rimborsi». Catarra: «Lo avevamo detto, le Province non sono eliminabili, e infatti non le hanno eliminate, ma hanno tagliato i fondi e con questa riforma ci saranno almeno sette anni di caos istituzionale e amministrativo. In questo momento ci stanno chiedendo di erogare servizi per i quali, in base alla riforma, non abbiamo più né delega, né funzione né competenza, operiamo al buio».