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Data: 23/07/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
D’Alfonso inventa il supermanager. Chiodi: «Indignato dalle fumisterie». Ricapitalizzazione Saga. Via libera alla legge, dubbi sulla costituzionalità

L'AQUILA Un direttore generale unico con poteri sovraordinati in grado «di superare la burocrazia dei pari - come l'ha definita il governatore Luciano D'Alfonso -, avocando a sé le pratiche dirigenziali che si fermano negli uffici». E' questo uno dei punti salienti del «bombardamento riformista» del neo governatore della Regione Abruzzo che, con questa nuova figura dirigenziale, conta di imprimere quella velocità e facilità posti come cardini nel suo programma di mandato. D'Alfonso avrebbe già in cartella il nome del super manager (sembra proveniente dalla capitale), da nominare anche e soprattutto per «fare un'operazione verità sui conti - ha detto ancora - perché non ho trovato traccia del curriculum del bilancio regionale». Guarda alla sua destra il neo governatore, dritto negli occhi del suo predecessore che poco prima aveva ripetuto la litania dei conti in ordine, aggiungendo stupore per quel programma sull'occupazione che punta alla creazione di 50 mila nuove imprese. «E' inutile farsi illusioni - ha detto Chiodi - la ripresa della Regione Abruzzo è legata a quella del Paese e personalmente non vedo segnali incoraggianti. Sono indignato (dice riferendosi ai progetti sulla infrastrutture di D’Alfonso, ndr) della fumisteria dei “ponti verso i Balcani”, oppure il velleitarismo dei grandi investimenti nel sistema dei trasporti ferroviari, nelle infrastrutture “longitudinali e trasversali”, sui porti e sugli aeroporti, mentre sappiamo tutti che le risorse pubbliche saranno calanti per i prossimi dieci anni».
Poco prima della seduta, a sostegno, arrivano i piani depositati in extremis ieri al ministero per i fondi Fers (231 milioni di euro per le infrastrutture all'impresa) e del Fse (140 milioni per il sociale e l'istruzione), non senza una nota polemica dell'assessore Giovanni Lolli sulla mappatura del 107.3c «che doveva includere per forza il cratere e non superare i 231 mila abitanti - ha detto il vice presidente - quella fatta dalla giunta Chiodi (che includeva la Marsica al posto della Valle Peligna, ndr) e che ha bloccato tutte le pratiche in Europa era una cartina illegittima, bocciata». E poi la partita delle partecipate «che bisogna pur chiedersi perché non hanno centrato gli obiettivi», ha detto D'Alfonso riferendosi innanzitutto all'Arpa, ma sostenendo subito dopo il progetto di ricapitalizzazione della Saga, avviato dal centrodestra e passato a maggioranza con l'astensione dei grillini. Una legge non immune da dubbi sulla natura delle coperture economiche e di legittimità costituzionale. «Siamo consapevoli che probabilmente il governo impugnerà la legge - ha detto D'Alessandro - ma questo era l'unico modo per salvare l'aeroporto. Se sarà impugnata, nelle more, troveremo altre coperture in bilancio».

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