Fuori i secondi. Ma anche i terzi i quarti e quelli che dalla sera alla mattina hanno perso il diritto di vetrina. C’è rimasta soltanto la Regione nel border della Saga, società di gestione aeroportuale, in conseguenza della ricapitalizzazione per circa 6 milioni varata l’altro ieri dal consiglio regionale con la nuova legge. Un tentativo di rilanciare una società tormentata dall’incubo del fallimento da quando Bruxelles ha impugnato i finanziamenti 2011 e 2013 che la Regione assicurava attraverso il piano marketing, bocciati come aiuti di Stato. Resta il timore che anche il percorso di ricapitalizzazione possa fare la stessa fine, stavolta per mano della Consulta, ma intanto consente alla Saga di respirare e programmare un briciolo di futuro.
Le conseguenze si sono viste subito: il capitale societario è oggi in mano alla Regione quasi al cento per cento e ai partner sopravvissuti dalla falcidie sono stati lasciati solo strapuntini: vale per le Camere di commercio di Pescara e Chieti, per il Comune di Pescara e per la Future Cleaning srl, realtà che pesano poco o nulla sul piano finanziario. Peggio è andata ad importanti associazioni produttive di categoria messe alla porta: il loro nome è stato già cancellato dalla ragione sociale della Saga pubblicato sul sito web dell’Aeroporto d’Abruzzo. Il prossimo passo sarà il rinnovo del cda - quello oggi presieduto da Lucio Laureti è in prorogatio - e la Regione è pronta a fare il pieno di poltrone (ma dovrà prima modificare lo statuto Saga). Restano fuori realtà che molto hanno dato e molto ancora possono dare per lo sviluppo del territorio.
Con la Regione pigliatutto si pongono interrogativi sul futuro dell’aeroporto e soprattutto sul ruolo dei privati a cui si dice di voler aprire, salvo poi far sì che il portafoglio resti sempre e solo pubblico: letta per un verso è un’opportunità persa per l’Abruzzo, regione che nella promozione turistica ha raccolto briciole se è vero che nella classifica nazionale si ritrova davanti solo a Molise e Basilicata; d’altro canto, viene da chiedersi perché mai un privato dovrebbe contribuire, investendo di tasca propria, al rafforzamento della Saga se poi i soldi servono solo a tenere in vita una macchina mangiasoldi che obbedisce a Ryanair. Legittima in tal senso la richiesta del Movimento 5 Stelle per un chiarimento sui bilanci. Dice Daniele Becci, presidente della Camera di commercio di Pescara: «L’Aeroporto regge benissimo il confronto con realtà sulla carta più forti che sono invece in grave difficoltà, cito ad esempio Ancona e Rimini. Ed è noto che ogni euro investito sull’aeroporto si moltiplica per 36 nella ricaduta economica sul territorio. E’ da qui che dobbiamo ripartire per rilanciare la Saga e un aeroporto vitale per l’Abruzzo».