TERAMO Pochi soldi, tante tensioni interne e l'ombra di Luciano D'Alfonso che si allunga sulle estremità più cedevoli della maggioranza. Il Brucchi-bis parte, dopo la formazione della nuova giunta, con una serie d'incognite che rischiano di condizionarne il futuro anche immediato. Per martedì prossimo è in programma il primo miniconclave nel quale la maggioranza metterà a punto le strategie su questioni politiche e amministrative da affrontare nello scorcio iniziale della consiliatura. La questione principale resta quella dei soldi, che sono sempre meno. Sindaco Maurizio Brucchi, come si amministra una città con scarsissime risorse? «Non è facile, quest'anno subiremo un ulteriore taglio di un milione di euro ai trasferimenti statali e vanno aggiunte le maggiori spese elettorali per il ballottaggio che ammontano a circa 200mila euro. Dal 2011 ad oggi il finanziamento dello Stato è precipitato da 11 a due milioni di euro. A settembre parteciperò a una manifestazione a Roma con tutti i sindaci d'Italia per far valere, davanti al governo, le ragioni degli enti locali». Nel frattempo, però, come vi state organizzando per recuperare somme da destinare alle esigenze della città? «Abbiamo avviato una verifica, concordata con l'assessore alle finanze Eva Guardiani, sulla prosecuzione della spending review già avviata. Verificheremo la spesa ufficio per ufficio e toglieremo non il superfluo, che è stato già eliminato, ma tutto ciò che può risultare meno importante». Cosa in particolare? «Riorganizzeremo gli uffici, per aumentarne l'efficienza, anche per quanto riguarda i locali occupati. Ridurremo gli spazi, anche sulla base delle recenti disposizioni del governo in materia, alleggerendo il carico degli affitti e sfruttando al meglio gli immobili di nostra proprietà. D'altra parte rivedremo i canoni che incassiamo per i nostri edifici: alcuni sono fermi da anni e non ci possiamo più permettere di avere beni sottostimati o improduttivi». Tra questi immobili c'è anche l'ex Oviesse? «E' un locale che rendeva 120mila euro l'anno, in questo momento non possiamo rinunciarci. L'ex Oviesse ospiterà il nuovo teatro, ma il progetto si svilupperà nell'arco di cinque anni. Nel frattempo pubblicheremo un nuovo bando per affittare i locali e studieremo una formula che ci permetta di riscattarli appena ne avremo necessità». La spending review riguarderà anche il personale? «Siamo in attesa delle decisione del governo Renzi che ha annunciato provvedimenti per il fondo da destinare ai dirigenti. Il recupero di una parte di queste somme sarà importante anche se l'effetto non si sentirà nell'immediato ma in futuro. La pianta organica sarà rivista, alla luce dell'esperienza fatta nel quinquennio passato, per migliorare l'attività dell'ente ma il personale è già all'osso. In questi anni abbiamo avuto 90 pensionamenti e appena 12 assunzioni: dovremo riservare un'attenzione particolare ai vigili urbani». Le risorse sono poche ma da più parti s'invoca una decisa riduzione delle tasse: come tenere insieme queste due necessità? «Sulla Tari e la Tasi, che di fatto sostituisce l'Imu sulla prima casa, avvieremo una verifica che culminerà con l'approvazione in consiglio dei rispettivi regolamenti. Andremo incontro alle categorie maggiormente in difficoltà. Un occhio di riguardo, come già annunciato, sarà riservato alle attività produttive: se riprendono quota loro, riparte anche l'economia e ne beneficiano le famiglie. Il nostro obiettivo è garantire i servizi ai cittadini, ma non sarà possibile mantenerli per tutti agli stessi prezzi dell'anno scorso. Pagherà di più chi può ». Alla luce di questa situazione economica, su quali priorità programmatiche punterà nei prossimi mesi? «Fino al 30 settembre saremo impegnati sul bilancio e sull'ulteriore revisione della spesa che coinvolgerà tutti i settori. Nel frattempo, però, ci sono alcune importanti scadenze da rispettare. Una riguarda l'housing sociale di via Longo: entro ottobre dobbiamo liberare le prime due delle palazzine da abbattere e ricostruire e lo faremo. L'altra riguarda i Pisu, i piani di riqualificazione nei quartieri, per i quali a dicembre dobbiamo rendicontare all'Europa, tramite la Regione, le somme investite». E' aperta anche la questione traffico, quando entreranno in funzione le telecamere al posto dei varchi elettronici per regolare l'accesso in auto al centro storico? «Il piano per la viabilità e per la sosta riservata ai residenti è pronto, lo condivideremo nel tavolo permanente con i commercianti e i cittadini e poi lo presenteremo. Nei prossimi giorni il tecnico che abbiamo incaricato ci presenterà i dati definitivi sui flussi di traffico. I risultati che emergono dallo studio modificheranno alcune concezioni consolidate sulla circolazione in città. Utilizzeremo questi elementi per completare l'attuazione del piano traffico». C'è poi la questione politica: è preoccupato dai malumori emersi in maggioranza per la nuova giunta? «No, anche se riconosco che alcuni malumori erano fondati. I cittadini, però, non ci hanno votato per i ruoli, che sono una conseguenza, ma per portare avanti progetti nell'interesse della città. La maggioranza ha capito che si può lavorare per la collettività anche da consigliere, primo dei non eletti o anche come ex candidato, non solo in giunta. Per questo non sono preoccupato». Nel primo consiglio, però, ha dovuto minacciare le dimissioni sull'elezione del presidente: questo non è un segnale preoccupante? «Ho detto che se non c'era la maggioranza su un provvedimento come l'elezione del presidente del consiglio era inutile andare avanti e sarebbe stato meglio ridare la parola gli elettori. Non sto a fare il sindaco a dispetto dei santi, ma la fase dei malumori ormai è superata. Anche quando era sindaco Gianni Chiodi, tra l'altro, il presidente del consiglio fu eletto alla settima o ottava votazione: è l'effetto dello scrutinio segreto». Un altro passaggio delicato sarà la nomina del nuovo presidente della Team, sceglierà un uomo dell'area di Mauro Di Dalmazio? «La scelta sarà condivisa con tutte le forze di maggioranza, compresa "Al centro per Teramo". Non sarà una questione di aree di appartenenza ma una valutazione nell'interesse della società, come ho sempre fatto. Anche la Team dovrà applicare la spending review sui costi di gestione. La società vivrà un altro momento molto particolare e il profilo del presidente avrà più un connotato tecnico e un po' meno politico. Sentirò tutte le forze e assumerò la piena responsabilità della decisione». Eppure c'è chi pensa a un effetto D'Alfonso che potrebbe mettere in crisi la sua amministrazione, l'unica di centrodestra tra i capoluoghi abruzzesi: non lo teme? «Il governatore ha già dimostrato attenzione nei confronti del nostro territorio, non credo che voglia penalizzarci per l'appartenenza politica. Il fatto di essere al momento l'unica amministrazione di centrodestra potrebbe essere un vantaggio, se sapremo sfruttarlo. Non penso neppure che D'Alfonso venga a fare campagna acquisti a Teramo e sono certo che i miei consiglieri non sono in vendita. Avere l'unica amministrazione di centrodestra in Abruzzo è anche una responsabilità: da Teramo deve partire la riconquista della Regione» In città sono aperte le scommesse su quanto durerà in carica: qual’è il suo pronostico? «Durerò cinque anni, anche se non starò qui a vivacchiare. La mia convinzione viene dal confronto costante con la maggioranza, anche con gli scontenti. Chi scommette contro di me, farà bene a puntare poco».