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Data: 24/07/2014
Testata giornalistica: Il Centro
L’8 per mille all’edilizia scolastica. Pronto il decreto che modifica i criteri di utilizzo dell’Irpef devoluta allo Stato

ROMA Dal Consiglio dei ministri è arrivato il via libera al dl di proroga delle missioni internazionali e anche alla modifica del regolamento sulle quote dell’8 per mille gestite dallo Stato con l’inclusione di una quota per l’edilizia scolastica. Rinviato l’esame del riordino delle accise sui tabacchi. In arrivo per l’edilizia scolastica anche le risorse dell’8 per mille a diretta gestione statale. Dal Consiglio dei ministri arriva il decreto che modifica i criteri per l’utilizzazione dell’otto per mille devoluto allo Stato, che aggiungerà la categoria edilizia scolastica pubblica alle voci finanziate con questi fondi. Il provvedimento, così come previsto dalla legge di Stabilità per il 2014, inserisce una quinta quota tra i beneficiari dell’8 per mille Irpef a gestione statale, inserendo anche «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica». Gli altri capitoli riguardano il contrasto della fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati e la conservazione dei Beni culturali. La possibilità di utilizzare anche le risorse dell’8 per mille per rimettere in sesto le scuole è un altro tassello che si aggiunge al piano di edilizia scolastica - in cima alle priorità del premier Renzi già dal suo discorso di fiducia di febbraio - che ha preso il via all’inizio di luglio, prevedendo investimenti per oltre 1 miliardo di euro e complessivamente 20.845 interventi in edifici scolastici. Quattro milioni di studenti e una scuola italiana su due sono protagonisti di questo primo progetto, il cui obiettivo è portare nell’arco del biennio 2014-2015 l’Italia ad avere «scuole più belle, più sicure e più nuove». Si tratta della costruzione di nuovi edifici scolastici o di rilevanti manutenzioni, grazie anche alla liberazione di risorse dei Comuni dai vincoli del patto di stabilità per un valore di 244 milioni e del finanziamento per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione, dopo la delibera Cipe del 30 giugno, per interventi di messa in sicurezza, di decoro e piccola manutenzione.

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