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Data: 25/07/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Ricostruzione a L'Aquila - Cialente e Frattale: soldi subito Legnini: calma, arriveranno

L’AQUILA Nuovo allarme sui fondi per la ricostruzione del capoluogo distrutto dal terremoto. Questa volta a lanciarlo è il presidente dell'Ance, Giovanni Frattale, che ieri, durante l'assemblea pubblica, organizzata nell'auditorium dell'associazione dei costruttori edili, al Torrione, ha parlato di «black out delle erogazioni annunciato da mesi». A dargli manforte il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il cui timore è che «i soldi oggi a disposizione possano coprire i lavori solo fino ad ottobre». A smorzare i toni e a cercare di rassicurare gli aquilani ancora in attesa di vedere riparata la propria abitazione, ci ha provato il sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini: «Il problema è all'ordine del giorno dell'azione di Governo» ha detto «d'altra parte lo stesso premier Renzi sta studiando il cosiddetto decreto “Sblocca cantieri”, che pone al centro dell'attenzione l’edilizia». Ma il sottosegretario non ha mancato di sottolineare che comunque «la congiuntura economica europea non produce i risultati sperati» e che «stiamo attraversando la crisi peggiore dall'Unità d'Italia». Insomma, che i problemi ci siano è un'evidenza, ma secondo Legnini «siamo ancora in tempo per intervenire sulla questione risorse per la ricostruzione. Abbiamo assunto l'impegno con la legge di Stabilità e sarà rispettato». Come al solito, dunque, bisognerà attendere l'ultimo minuto per sapere quanto verrà destinato all'Aquila per i prossimi mesi, con buona pace del sindaco che continua a chiedere «una programmazione certa» e di Frattale che lamenta: «viaggiamo su cronoprogrammi partiti in ritardo e già superati e smentiti da successive riprogrammazioni costrette a centellinare le stesse risorse, in porzioni di territorio, sempre più esigue». Non c'è da temere però, stando almeno alle parole del sottosegretario: «Il Governo è vicino al capoluogo abruzzese, certo dovremo portare avanti una battaglia contro il pregiudizio verso questa città e contro l'indifferenza. Stiamo lavorando sulla legge speciale per la Ricostruzione che dovrebbe essere pronta in tempi brevi. Non sarà solo un ritocco, ma un provvedimento importante e conclusivo che darà una risposta ai problemi ancora aperti soprattutto nel settore della ricostruzione privata. Ho chiesto a tutti i gruppi parlamentari di garantire una corsia preferenziale e una procedura più veloce per l’approvazione delle nuove norme. Tutti i gruppi si sono dichiarati d'accordo. Siamo impegnati, infine, a individuare le risorse necessarie per completare la ricostruzione. Vogliamo anche creare un tavolo per programmare interventi di alcune opere pubbliche del patrimonio culturale ed ecclesiastico della città». Il tutto, nel segno della trasparenza e della legalità: «Due condizioni da rispettare non solo perché sono valori in sé, ma anche perché sono un dovere e una necessità di cui tutti dovrebbero farsi carico a cominciare dalle imprese, e rappresentano una condizione imprescindibile per continuare speditamente la ricostruzione e per ottenere le necessarie risorse pubbliche». Il convegno è stato l'occasione per fare il punto dell'attività svolta dai costruttori dopo il sisma: «Hanno aperto cantieri nel cratere 3700 imprese di 87 province d'Italia» ha detto Frattale «sono stati ad oggi 20mila i lavoratori impegnati nella ricostruzione provenienti da 100 province italiane (4900 da quella dell'Aquila e mille dalle restanti province abruzzesi) e da paesi extracomunitari, per otto milioni di ore lavorate l'anno».

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