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Data: 07/05/2006
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
L'Amt sospende l'autista. I sindacati invitano alla cautela: «Versioni troppo contrastanti»

Lunedì il confronto in azienda. Il conducente è accusato di aver spedito all'ospedale un ragazzino

Genova. L' autista del 17 barrato accusato di aver preso a testate un ragazzino di 15 anni dalle parti di corso Europa e di averlo spedito all'ospedale con il naso sanguinante è stato sospeso in via cautelativa dal servizio. «Nessuna condanna anticipata», spiegano in Amt. «Si tratta invece - hanno spiegato in azienda - di una decisione presa in attesa di ricostruire la vicenda e per dare modo all'interessato di fornire la sua versione dei fatti».
Domani il conducente del bus finito al centro dell'indagine sarà ascoltato dai vertici aziendali. Per ora le versioni fornite dal ragazzino e dal conducente sono profondamente divergenti. Il giovane che sostiene di essere aggredito ha dalla sua parte la testimonianza di 5 compagni di scuola, mentre (almeno fino a ieri sera) l'autista non sarebbe ancora riuscito a trovare testimoni in grado di scagionarlo. Una svolta potrebbe arrivare dall'inchiesta che ha dovuto aprire la polizia. Il padre del ragazzino, infatti, ha deciso di presentare un esposto, chiedendo che sia fatta chiarezza su quanto accaduto. È probabile, a questo punto, gli investigatori cerchino di rintracciare i passeggeri del bus: sicuramente hanno visto tutto.
Nel frattempo, a suggerire cautela «per evitare di dare giudizi affrettati e pronunciare condanne anticipate» ci pensano i sindacati. Guido Fassio, segretario regionale della Filt Cgil non dovrà occuparsi del caso direttamente (l'autista è iscritto a un altro sindacato), ma dà un colpo di freno: «Bisogna capire davvero cosa è successo - afferma - e bisogna dare modo all'autista, che è conosciuto da tutti come una persona assolutamente tranquilla, di fornire la sua versione dei fatti ed eventualmente rintracciare dei testimoni. Non sarebbe la prima volta che un autista viene accusato ingiustamente».
Nelle scorse settimane fece molto clamore il caso di una donna che accusò, prima ai microfoni di una televisione locale e poi ai giornali, di essere stata aggredita da un autista dell'Amt tra via De Albertis e piazza Martinez. Adesso è la donna a trovarsi nei guai. L'autista, grazie ai passeggeri che trasportava e che hanno testimoniato a suo favore, ha denunciato la sua accusatrice di ingiurie, lesioni e diffamazione (maturata appunto attraverso le dichiarazioni rilasciate ai media).
Ma al di là degli aspetti penali e disciplinari che comporterà quest'ultimo episodio, resta evidente il profondo stato di disagio che serpeggia sui bus. «Un disagio forte soprattutto per gli autisti», sottolinea il sindacalista Fassio.
«Purtroppo - afferma - oltre allo stress da traffico e da buche i conducenti dei bus sono sottoposti ad episodi di violenza. Ma al di là dei casi in cui sono rimasti vittime di aggressioni di delinquenti e ubriachi, bisogna ricordare che qualche mese è stato sottoscritto un accordo che impegnava Amt a istituire uno sportello dell'ascolto, proprio per la delicatezza del lavoro che viene svolto dai conducenti. L'idea era quella di dare un supporto psicologico, morale o di altro genere a conducenti che si dovessero trovare in difficoltà. Invece quel progetto è rimasto lettera morta».
Domani, in occasione dell'incontro fissato con l'azienda, le organizzazioni chiederanno l'applicazione dell'accordo. «Ma dall'azienda - conclude Fassio - aspettiamo anche altri segnali sulla sicurezza. Da tempo chiediamo che i bus in servizio allo stadio abbiano una cabina protetta per gli autisti. mentre Amt ci ha promesso di attivare un bus sperimentale controllato da telecamere e collegato alla centrale. Vedremo».


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