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Pescara, 09/05/2026
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Data: 18/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Nel 2006 oltre 1.300 i morti sul lavoro. Drammatico il bilancio Inail. Bertinotti: «Debellare questa malattia sociale» L'incremento rispetto all'anno precedente è stato del 2,2 per cento.

ROMA. Meno incidenti sui posti di lavoro ma un numero maggiore di morti bianche. A segnalare l'incremento di quella che è ormai diventata una guerra quotidiana all'interno soprattutto di fabbriche e cantieri è l'Inail, che ieri ha reso noti gli ultimi dati relativi agli infortuni sul lavoro registrati nel biennio 2005-2006. E il bilancio finale è drammatico: le persone che l'anno scorso hanno perso la vita mentre si trovavano al lavoro sono state 1.306, il 2,2% in più rispetto al 2005, mentre nello steso periodo il numero complessivo degli infortuni ha fatto registrare una diminuzione dell'1,3% attestandosi nel 2006 sui 927.998.
Cifre terribili, solo parzialmente controbilanciate dalla previsione fatta dalla stessa Inail sul primo trimestre 2007, e che farebbe registrare un calo del numero delle morti bianche rispetto allo stesso periodo del 2006, con 229 decessi a fronte delle 271 registrate nel primo trimestre dello scorso anno. Secondo l'istituto, una volta che tutte le denunce saranno state registrate, è possibile che nel periodo preso in esame la diminuzione delle morti bianche si possa stimare in un -4%. Un dato positivo che però non basta al presidente della camera Fausto Bertinotti, per il quale «non si può non essere colpiti dal numero degli incidenti mortali».
«I dati forniti dallo studio dell'Inail - ha proseguito infatti Bertinotti - dicono che nel 2006 i morti sono stati 1302, ancor più di quanti fossero nel 2005. E' la conferma di una situazione inammissibile. Tutti gli sforzi per debellare questa terribile malattia sociale vanno fatti».
L'anno passato ha fatto strage soprattutto nell'industria, dove i decessi sono aumentati dell'8% passando da 609 a 658, e nel comparto delle costruzioni, dove si è registrato un aumento del 12% de decessi (da 284 a 318). L'andamento si rovescia quando si passa all'agricoltura, dove gli incidenti mortali sono passati da 137 a 121, con un -11,7%, e nei servizi (da 528 a 523, con un - 0.9%).
A morire sono soprattutto gli uomini, 1.201 dei quali hanno perso la vita nel 2006, a fronte di 101 donne. Quest'ultime, però, hanno fatto registrare un significativo incremento rispetto al 2005 (+14.8%). Per quanto riguarda l'età, il maggior numero di incidenti mortali ha come vittime i lavoratori più anziani, con 414 decessi morti con più di 50 anni.
Infine il confronto con gli altri paesi. Con i suoi 2,5 incidenti mortali ogni 100 mila occupati, l'Italia è in linea con la media europea, ma si trova lontanissima da realtà come quella svedese, con una morte bianca ogni 100 mila occupati o della regno unito (1,4). Più vicini a noi solo la Germania (2,2) e la Francia (2.7).

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