DAL CILINDRO DI AMT, sempre nel tentativo di incrementare clienti e fatturato, spunta una nuova figura professionale: l'addetto al controllo qualità. In gergo aziendale si chiamano coordinatori: avranno, dal prossimo giugno, il compito di garantire la massima efficienza del servizio, girando quotidianamente a bordo dei bus ma anche lungo le strade dove passano le linee a loro affidate. Controlleranno la pulizia dei mezzi e l'attività dei conducenti, registreranno - se necessario - lamentele e segnalazioni dei passeggeri, interverranno prontamente, anche mettendo mano al blocchetto delle multe, per rimuovere eventuali ostacoli alla circolazione e alla sosta dei mezzi pubblici. Gli "angeli custodi" di Amt «saranno particolarmente attenti - come sottolinea l'amministratore delegato di Amt, Hubert Guyot - alla puntualità del trasporto pubblico». Useranno il pugno di ferro con le auto in doppia fila, che fanno crollare la velocità commerciale dei bus, lievitare i costi del trasporto pubblico e scatenano le proteste degli utenti. Infine, svolgeranno una funzione di raccordo tra i futuri municipi e la direzione aziendale, oltre ad essere un costante punto di riferimento (via radio) per gli autisti.
I nuovi incaricati di controllare sul campo il buon funzionamento dei bus saranno sei ed entreranno in servizio già dal mese prossimo. Ciascuno di loro sarà responsabile di una zona dai confini più ampi di quelli circoscrizionali. E cioè: Ponente, Valpolcevera, Centro, Levante, Bassa Valbisagno, Alta Valbisagno.
A settembre aumenterà anche il numero dei "controllori" che nei vari quartieri verificano il rispetto delle tabelle di marcia dei bus e che fanno, appunto, capo ai coordinatori. L'aumento d'organico nel settore movimento, annunciato ieri ai sindacati dall'azienda, avverrà tramite selezione interna e non attraverso un concorso pubblico. Lunedì le parti si incontreranno di nuovo per discutere i criteri di selezione. «C'era bisogno di questa novità per migliorare la vita sia del personale viaggiante sia dei passeggeri», osserva Pietro Masnata, della Filt-Cgil
Ieri è stato affrontato anche il problema dei bus "blindati" per il trasporto dei tifosi ospiti dalla stazione ferroviaria allo stadio e ritorno. Il prototipo del mezzo "anti-sommossa", con grate ai finestrini e cabina di guida antisfondamento per garantire la massima sicurezza agli autisti ma anche a pedoni e automobilisti, non ha passato l'esame della Motorizzazione civile. «Le modifiche richieste vanificherebbero l'obiettivo», dice Giuseppe Mazza, segretario regionale della Fit-Cisl: «La soluzione - continua - potrebbe essere quella di far circolare il prototipo senza targa e scortato dalle forze dell'ordine. L'uso del mezzo, però, dovrebbe essere di volta in volta autorizzato dal prefetto e dal questore per motivi di ordine pubblico». La proposta è al vaglio dell'azienda.