TERAMO «Di Matteo è nel panico e non sa cosa dire, prendo comunque atto che il presidente del Cirsu in passato ha firmato documenti senza esserne pienamente consapevole». Secca la replica di Luciano D’Amico alle accuse mosse due giorni fa in conferenza stampa dai vertici Cirsu sulle cause che hanno portato al maxi debito da 2 milioni e 250mila euro accumulato dal consorzio nei confronti del principale partner privato di Sogesa, l’Aia spa il cui socio di maggioranza è la Deco spa. Il cda del Cirsu ha depositato in tribunale un ricorso per ottenere il sequestro del credito vantato dall’ Aia. L’udienza di merito sul ricorso ci sarà il prossimo 18 settembre. Sempre sul debito, Angelo Di Matteo ha presentato in tribunale anche un’istanza di autotutela che chiama in causa le gestioni a guida D’Amico e Cerquoni, tra il 2008 e il 2009. Gestioni che secondo l’attuale presidente avrebbero prodotto un danno patrimoniale da 9 milioni di euro nei bilanci Cirsu. «E’ l’esatto contrario», ribatte D’Amico, «quando abbiamo preso in mano la società abbiamo dovuto metter mano a una situazione patrimoniale “gonfiata” negli anni precedenti con poste fittizie che abbiamo eliminato». «E’ intollerabile», attacca ancora l’ex presidente del consorzio e attuale rettore dell’università teramana, «che Di Matteo non sia consapevole delle operazioni di cui parla e che non sia a conoscenza di documenti che lui stesso a firmato come membro del Cda». Il riferimento in particolare è anche all’accordo transattivo con cui, nel 2012, il Cirsu ha riacquisito le azioni del socio privato di Sogesa, pagandole 2 milioni e 250mila euro. Accordo che, secondo Di Matteo, sarebbe stato necessario per entrare nella partecipata e porre rimedio alla crisi economica in atto. «Anche questo è poco credibile», sostiene D’Amico, «del resto Di Matteo era contemporaneamente nei due cda e dunque doveva conoscer perfettamente qual era la situazione di Sogesa. Resta il fatto che oggi quasi disconosce l’atto da cui deriva il debito che grava sul consorzio e per il quale si stanno già bruciando gli utili previsti dall’apertura della nuova discarica». Discarica che, come annunciato due giorni fa dal cda Cirsu, dovrebbe aprire a inizio 2015. «Sarò il primo a congratularmi se sarà cosi», chiude D’Amico,«ma dubito che sarà così. In quattro anni non è stato aperto un solo metro quadro in più per il conferimento dei rifiuti. Le gestioni precedenti ne hanno ottenuti più di 60mila, oltre ad avviare la procedura per altri 27mila metri quadrati»