Vertice a Palazzo Chigi sulla destinazione dell'extragettito fiscale. Le priorità del premier: "Pensioni, infrastrutture, ricerca, casa e famiglia"
ROMA - Il governo trova l'accordo su come utilizzare il "tesoretto", l'extragettito che arriva dalle maggiori entrate fiscali, e il presidente del Consiglio guarda "fiducioso" allo sblocco della vertenza sul contratto degli statali. L'appuntamento con Cgil, Cisl e Uil è fissato in settimana, al ritorno dei segretari generali dal convegno europeo dei sindacati che si tiene a Siviglia da domani fino al 24 maggio. Quasi due ore di riunione a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, i vicepremier Massimo D'Alema e Francesco Rutelli e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta mettono dunque ordine nell'agenda di politica economica. Fissate anche le tappe dei prossimi messi: al più tardi entro quindici giorni, il Consiglio dei ministri darà il via libera al piano casa, mentre per il 28 giugno giugno arriverà l'ok al Dpef.
A esprimere tutt'altro che soddisfazione è Oliviero Diliberto. "Grande delusione", anzi, per quello che definisce "un metodo inaccettabile". "E' come se il 25-30 per cento della coalizione possa decidere tutto" commenta il segretario dei Comunisti italiani, che insiste: "Prima del Dpef è indispensabile una riunione politica di merito sulla politica economica del governo, senza la quale il Pdci è indisponibile a votare alcunché".
Spiega Romano prodi al termine del vertice: "Abbiamo fatto il punto sull'andamento dell'economia italiana e sui conti pubblici, e possiamo ribadire un sereno ottimismo riguardo gli equilibri economici del nostro Paese per quanto riguarda la crescita". La squadra di governo conferma quindi "la volontà di concentrare l'azione politica per accentuare la crescita del Paese e la necessità di aumentare lo sviluppo economico italiano".
Ma nell'incontro, premier e ministri hanno fatto di più: "Abbiamo trovato un accordo completo - spiega Prodi - sulle direzioni verso cui dirigere queste risorse". Un elenco di cinque priorità, con al primo posto le pensioni più basse. Poi i precari e gli ammortizzatori sociali "per i disoccupati o chi vive in condizioni di particolare disagio" chiudono il primo capitolo; "infrastrutture, innovazione e ricerca, il piano casa e le politiche a sostegno della famiglia" sono, invece, gli altri punti chiave.
Un progetto di ampio respiro, ma che comunque, precisa Prodi, deve sempre fare i conti con le risorse a disposizione e che "non sono quantità enormi". Il premier, quindi, non scioglie il nodo sul quale da giorni si discute, vale a dire se utilizzare o meno il maggior gettito fiscale per il contratto degli statali. Anche se la proposta da mettere sul tavolo con i sindacati "è pronta", assicura il premier, che però non si dilunga in dettagli prima di discuterla con i diretti interessati. Di certo c'è la volontà di superare lo scoglio dello sciopero: l'accordo è "necessario e utile", conclude il presidente del Consiglio, per sbloccare la "tensione su una questione importante per la vita quotidiana".