PESCARA Per Gianni Chiodi e la sua maggioranza era stato il jolly da calare nel cuore della campagna elettorale: 32,8 milioni di tasse da tagliare dalle addizionali Irpef, Irap e Ires. Un provvedimento giunto fuori tempo massimo per il governo nazionale, perché firmato il 29 aprile scorso, in regime di prorogatio, quando è consentito deliberare solo per atti urgentissimi.
Così Palazzo Chigi ha impugnato la norma, anche se durante la seduta del consiglio regionale di martedì la maggioranza di Luciano D'Alfonso è andata oltre, presentando in aula l'abrogazione della legge firmata da Chiodi. Lo ha fatto con un foglietto di poche righe e scritto a mano, che ieri mattina Lorenzo Sospiri, capogruppo in Regione di Forza Italia, agitava di fronte alla stampa: "Guardate qui, mentre stavamo portando avanti questioni inutili, come quella del sottosegretario, piomba in aula questo emendamento palesemente intruso, in cui si fa semplicemente riferimento all'abrogazione della legge 32: andiamo a vedere di cosa si tratta e scopriamo che quella da abrogare è la norma con cui il 29 aprile Chiodi tagliava 32,8 milioni di tasse e inseriva una serie di provvedimenti per i malati oncologici".
Apriti cielo. In aula scoppia la bagarre e la maggioranza è costretta a ritirare l'emendamento. Per Sospiri e Mauro Febbo non reggono neanche le due "foglie di fico" con cui D'Alfonso e i suoi avrebbero tentato di giustificare il provvedimento: "Perché se il governo ha impugnato la norma perché approvata fuori tempo, si poteva ripresentare tale e quale oggi. E perché la giustificazione che quei soldi serviranno alla compartecipazione delle spese per i ticket della riabilitazione non regge. Infatti - incalza Sospiri - da qui al 31 dicembre la somma necessaria è di 5milioni. Dunque, ci chiediamo a cosa serviranno gli altri 27, se non a fare cassa". Febbo avverte: "Riproporremo la legge al prossimo consiglio". La maggioranza affida la replica al sottosegretario Camillo D'Alessandro, che parla di "finti atti" e di "bugie" da parte di Forza Italia, come quella della riduzione delle tasse e degli altri provvedimenti contenuti nella legge 32: "Un provvedimento incostituzionale che Chiodi si è regalato nel vano tentativo di rimanere incollato alla sedia". Di obbligatorio, secondo l'esponente del Pd, c'era invece la compartecipazione alle prestazioni riabilitative che l'ex governatore-commissario alla sanità avrebbe sempre ignorato: "Saremo noi - è la promessa di D'Alessandro - a garantire agli abruzzesi la riduzione della pressione fiscale. Non lasceremo più soli i bisognosi come è accaduto in passato".