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Pescara, 09/05/2026
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Data: 22/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Tangenti per costruire nella pineta». Pescara. La procura chiarisce le accuse. Perquisiti gli uffici di Chiavaroli

L'avvocato Giansante: il mio cliente è stato penalizzato, l'accordo di programma non è mai passato

PESCARA. Dimostrare tangenti o contributi elettorali pagati per costruire palazzi nella pineta. E' questo l'obiettivo che procura e squadra mobile si sono posti nell'inchiesta sull'urbanistica che fa tremare il Comune. Alle 9 di ieri gli uomini del vice questore, Nicola Zupo, sono entrati negli uffici del costruttore Enio Chiavaroli, in via Vestina 20 a Montesilvano, mostrando un decreto di perquisizione con due reati ipotizzati dal pool di pm: abuso e finanziamento illecito ai partiti.
E' la Montedil, di cui Chiavaroli è legale rappresentante, la società proprietaria di terreni, tra le piscine Le Naiadi e la caserma della Forestale, che si affacciano sul lungomare Nord. E' un vasto appezzamento che prima era edificabile ma che il nuovo prg ha vincolato a verde: il Parco Nord della pineta.
COSA C'E' IN BALLO. Su questa terra, l'estate scorsa, l'assessore al traffico, Armando Mancini, ha allestito un mega parcheggio per turisti. Ma in ballo c'è una proposta di accordo di programma, presentata dalla società di Chiavaroli, che punta a costruire case tra i pini in deroga al prg.
E' il patto tra privato e Comune finito nell'inchiesta insieme con altri 19 accordi i cui fascicoli sono stati sequestrati, giovedì scorso, nelle stanze del settore Urbanistica.
SONO 13 GLI INDAGATI. Tra questi spicca il nome di un politico corrotto. E tre sono le perquisizioni eseguite ieri. Dalla fitta rete di riserbo ne filtra una avvenuta in via Vestina, durata dieci ore. Un ispettore della Mobile ha acquisito carte e, soprattutto, ha copiato i file contenuti in tutti i computer dell'ufficio.
Al termine del blitz, il difensore di Chiavaroli, l'avvocato Antonio Giansante, che con Giovanni Di Biase assiste il costruttore, afferma che «si tratta di un accordo di programma in itinere e che, allo stato attuale, il suo cliente risulta essere solo penalizzato dalle decisioni del Comune».
Il progetto che fa capo alla società di Chiavaroli - uno dei maggiori costruttori tra Pescara e Montesilvano oltre che proprietario del Bingo Orione, la sala più grande d'Abruzzo - ha però origini antiche. Lo stesso difensore spiega che l'accordo «rientrava in un Prusst» (piano regionale di urbanistica sostenibile, ndr) che stava per giungere in porto («Erano state firmate fideiussioni», dice il legale) quando è giunto lo stop.
E' vero, poi si sono susseguite riunioni all'Urbanistica per aggirare l'ostacolo. Riunioni alle quali, stranamente, l'assessore all'Urbanistica, Tommaso Di Biase (del partito di Acerbo, Rifondazione comunista, che ha dato lo stop al cemento) non sarebbe stato invitato. Tenuto all'oscuro. E ora i pm Mennini, Aceto, Di Florio e Bellelli, cercano mazzette o finanziamenti occulti a politici e partiti.
C'E' UNA STORIA ANALOGA di cemento e pineta. E' quella del costruttore Aldo Primavera, perquisito venerdì scorso dalla Mobile e ascoltato, a sommarie informazioni, fino all'alba su presunti finanziamenti a partiti e politici. Il verbale di questo blitz è stato il primo a finire, ieri mattina, sul tavolo del pm Di Florio. Anche l'accordo di programma di Primavera - assistito dall'avvocato Giuliano Milia - è stato stoppato dal nuovo prg che ha vincolato l'area a parcheggio pubblico. Riguardava un lotto della pineta D'Avalos, accanto al vivaio sulla Statale Adriatica.
Primavera, prima dell'elezione a sindaco di D'Alfonso, era convinto di potervi realizzare appartamenti. Ma le aspettative del costruttore vengono gelate dal nuovo piano regolare. Lui però non si arrende perché qualcuno gli assicura che avrebbe potuto costruire. La commissione urbanistica, presieduta da Vincenzo Dogali, di recente gli dà però lo stop definitivo. E ora quattro pm indagano anche su Primavera.

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