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Data: 23/09/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Assalti ai bus è caccia all’uomo «Ormai Corcolle è una polveriera». Sale la tensione tra i residenti dopo due raid degli immigrati contro autiste dell’Atac «Cabine blindate per gli autisti-donna»

Le ragazzine non prendono più il bus per andare a scuola e vengono accompagnate dalle mamme dopo l’assalto in 24 ore ai due bus guidati da Elisa e Federica. I papà sono chiari: «Se toccano mia figlia, può succedere di tutto». Il commerciante seduto su una sedia del suo locale regala perle di saggezza: «Oggi si sta meglio, non si vede nessun immigrato, hanno paura e fanno bene». Non si vede neanche Mustafà, che da dieci anni vende collanine su via Polense: domenica sera durante la manifestazione spontanea dei residenti di Corcolle contro gli immigrati scattata dopo la notizia del secondo lancio di sassi a un bus, è stato pestato, salvato dal cordone della polizia. È stato scambiato per uno dei nuovi arrivati, i circa 50 migranti del Gambia ospitati da qualche giorno nella struttura in via Novafeltria, accusati di essere i responsabili degli assalti di sabato e domenica. «Ma quello è Mustafà! Lasciatelo stare» ha gridato qualcuno in mezzo ai 200 manifestanti. Tre africani fatti scendere dai bus e picchiati, la promessa che la guerriglia tra disperati è solo iniziata dopo la notizia del secondo assalto al bus 508, dopo quello alla linea 042 di Elisa.
«NE ARRIVANO ALTRI»
Alle 12 un’altra voce fa traballare Corcolle: «Porteranno altri immigrati all’hotel Spineto, ma se la proprietaria li accoglie gli buttiamo giù l’hotel». «Non è vero, solo voci: la mia struttura ha solo 13 posti letto» dice Elena Mattei. Ma ieri sera è scattato un nuovo presidio proprio davanti all’hotel in via Spinoleto. Area transennata, tensione e blindati della polizia. «Domenica hanno tirato sassi al bus 508 dalla palazzina che ospita gli immigrati» l’ultima accusa. Cumuli di immondizia in strada, decine di prostitute su via di Lunghezzina, fermate dell’Atac accanto a pascoli per pecore e cavalli, Roberto del casalinghi su via Polense che si è inventato «i detersivi alla spina, perché qui la gente vuole risparmiare», animate discussioni ai baretti dove l’esasperazione alimenta voci: «Domenica una tredicenne è stata molestata da africani su un bus, il padre si è fatto giustizia e ha picchiato un immigrato». Nessuno sa bene chi sia la tredicenne e non risultano denunce. Dopo due ore, la frase gridata da ragazzine è: «Una bambina violentata». Non è vero, ovviamente.
ESASPERATI
Corcolle è anche questo: frasi ruvide, rabbia per le due aggressioni alle autiste, famiglie esasperate dal degrado e dall’isolamento di una periferia dimenticata, bus che passano ogni mezz’ora, i più anziani che raccontano senza timori: «Dieci anni fa erano i romeni, anche loro all’inizio davano fastidio, poi gli abbiamo dato una bella lezione». Dicono di non essere razzisti, ma esasperati: vivono in un municipio (il VI) che accoglie più migranti di tutta Roma. «Se si integrano a noi vanno bene» dice Marina mentre compra il pane. «Facciamo male a protestare? Portateli a casa vostra, poi vediamo cosa ne pensate». Se provi a chiedere cosa fanno gli immigrati, le risposte sono: «Si ubriacano, chiedono con insistenza soldi, alcuni anche lavoro», «fanno pipì in strada», o più semplicemente «fanno paura». Commercianti, mamme, impiegati che la mattina si svegliano alle 5 per arrivare «a Roma», tutti continuano a dire: «Qui è una polveriera, qui ci scappa il morto».

«Cabine blindate per gli autisti-donna»

Chiede «maggiore sicurezza per gli autisti-donna», Micaela Quintavalle, la sindacalista “pasionaria” di Atac, all’indomani della doppia aggressione alle conducenti in servizio a Corcolle. «Tutte le cabine dei bus dovrebbero essere blindate, altrimenti chi guida in periferia, magari di notte, si sente in difficoltà. Specie se donna».
Ad oggi dei circa 6mila autisti Atac, il 15% sono di sesso femminile, mentre nell’auto-parco della municipalizzata dei trasporti meno di 600 bus su 2.100 sono dotati di un abitacolo fortificato. «Un anno fa - spiegano dalla Segreteria del Consiglio d’azienda di Atac - è stato siglato un accordo per la costruzione di una paratia blindata tra il conducente e la parte passeggeri, con un maniglione anti-panico utilizzabile solo dall’interno per quasi 250 vetture del vecchio autoparco da sommare alle 300 nuove che sono arrivate negli ultimi mesi». I bus con la nuova cabina sono stati assegnati alle rimesse “di frontiera”, quindi Tor Vergata, Magliana, Acilia, Grottarossa e Tor Bella Monaca. Ma, spiegano dalla segreteria del consiglio, «in questo modo solo il 28% dei bus è dotato dell’adeguata protezione, mentre sarebbe utile che tutte i bus avessero la cabina blindata».
SICUREZZA
Ecco perché ora gli autisti protestano e chiedono maggiore protezione per andare ad affrontare i turni di notte nelle periferie dove montano i contrasti tra immigrati e residenti. «Se non ci saranno rassicurazioni sul fronte sicurezza - dice ancora la Quintavalle - siamo pronti a protestare e a bloccare la città nel rispetto del Codice della strada. Perché la tranquillità di chi guida deve essere al primo posto. Non credo che sia giusto esentare le donne da questi turni - conclude la sindacalista - abbiamo voluto la parità dei generi e ora va rispettata. Però va anche rispettata la sicurezza sul lavoro».
L’AZIENDA
Dai vertici di Atac spiegano che «tutte le nuove vetture che andremo a comprare nei prossimi anni avranno la cabina blindata. Nel frattempo abbiamo circa un terzo dei mezzi con questo nuovo strumento, ed è già una percentuale buona da cui partire». Dall’azienda del trasporto pubblico ricordano anche che «abbiamo fornito a tutti gli autisti un cellulare di servizio per comunicare con la centrale operativa e lanciare segnali di alert e abbiamo potenziato i controlli con le forze dell’ordine. Ma non possiamo noi, da azienda di trasporto pubblico, essere i garanti della pubblica sicurezza».

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