ROMA «Stavo guidando tranquillamente quando ho iniziato a sentire i colpi dei sassi. L’autobus si è bloccato di colpo, ho sbattuto la faccia sul volante. Tutti i passeggeri dietro erano impauriti». A parlare è Federica G., 27 anni, da tre anni al timone dei bus dell’Atac, «sempre con contratti a tempo determinato», vittima l’altra notte di una sassaiola da parte di alcuni immigrati a Corcolle. Stesso quartiere nella periferia di Roma dove sabato sera, neanche 24 ore prima, un’altra conducente era stata aggredita da oltre quaranta stranieri ubriachi.
Federica, come è avvenuta l’aggressione?
«È successo tutto in un attimo. Stavo guidando all’altezza di via Fermignano, a Corcolle, quando ho iniziato a sentire dei colpi violenti. L’autobus si è fermato di schianto. Ho sbattuto il viso sul volante. Dietro ho visto i passeggeri impauriti perché anche loro, come me, non capivano cosa stava succedendo. Siamo scesi e abbiamo visto alcuni immigrati allontanarsi».
Sono stati loro a lanciare i sassi?
«Non posso dirlo con certezza, perché quando ho sentito il frastuono dei colpi ero concentrata a guidare il mezzo. Alcuni passeggeri però mi hanno riferito di avere visto i sassi partire da uno stabile occupato da alcuni stranieri a pochi metri da dove era passato l’autobus. Quello che so è che le pietre hanno colpito il vano motore e che il bus ha inchiodato in mezzo alla strada. Per fortuna non c’è stato nessun incidente con altre auto. Ma ci è mancato poco».
È la prima volta che è vittima di un’aggressione?
«È stata la prima volta che ho visto i sassi, ma episodi di violenza purtroppo sono all’ordine del giorno. Spesso vedo passeggeri che prendono a calci e pugni la vettura, o sfasciano i sedili. Quasi sempre sono persone ubriache, in molti casi stranieri».
Le zone periferiche sono diventate pericolose per gli autisti, specie se donne?
«Per noi non è facile lavorare in certe zone. E non si tratta solo di Corcolle. Nel fine settimana, per fare un esempio, Piazzale dei Partigiani diventa un inferno: centinaia di immigrati ubriachi se la prendono con gli autisti quasi sempre. L’ho vissuto anche io sulla mia pelle. Pochi giorni fa uno straniero ha iniziato a prendere a calci il mio autobus, poi si è denudato davanti a me per fare i suoi bisogni. Sono rimasta prigioniera all’interno dell’abitacolo. Non riuscivo a muovermi dalla paura».
Ha mai pensato di lasciare questo lavoro?
«Io sono perito turistico, ma sono tre anni che faccio questo mestiere, anche se con contratti a tempo determinato. E voglio dire una cosa: io amo il mio lavoro e cerco sempre di fare il possibile anche se l’utenza negli ultimi tempi è all’esasperazione. Ma anche noi per andare a lavorare prendiamo i mezzi, quindi capiamo i problemi dei passeggeri. Sappiamo che tipo di situazione sta vivendo Roma, soprattutto nelle ore di punta. Ma non tutti i cittadini mantengono comportamenti civili. Sempre più spesso ci dobbiamo confrontare con la maleducazione, e a volte addirittura con la violenza, di alcuni passeggeri. La verità è che oggi in periferia c’è un clima pesante tra residenti e immigrati. E noi autisti rischiamo di finirci in mezzo».