Ieri una giornata nera: cancellati 450 voli per lo sciopero di controllori e hostess
ROMA. Il Tesoro è pronto ad uscire completamente dall'azionariato Alitalia. «Il Tesoro, laddove l'acquirente selezionato ne facesse richiesta, potrebbe vendere l'intera quota del 49,9 per cento di Alitalia e non solo il 39,9 per cento» annuncia una nota del ministero nella lettera di procedura con la quale sono stati comunicati ai potenziali acquirenti della compagnia modalità di presentazione delle offerte da presentare al ministro dell'Economia entro il 2 luglio.
«Il ministero - è scritto nella lettera - cederà su richiesta dell'acquirente selezionato, le residue 138.958.598 azioni ordinarie di Alitalia detenute, rappresentantive di una partecipazione pari a circa il 10%o del capitale sociale di Alitalia». Il ministero vuole andarsene da Alitalia e puntualizza: «Qualora tale ultima partecipazione non fosse ceduta nell'ambito della procedura, il ministero si impegnerà a non aderire all'offerta pubblica di acquisto conseguente all'acquisto delle azioni e a gestire la stessa alla stregua di un operatore economico privato».
La lettera con i dettagli delle procedure per la gara di acquisto, è stata diffusa nel bel mezzo di una giornata nera per la compagnia, costretta dallo sciopero delle hostess e steward e dei controllori di volo Enav del sindacato autonomo Sacta a cancellare 450 voli. Guglielmo Epifani, segretario Cgil, ha definito l'agitazione come «il segno di un'azienda lasciata andare. Spero che sia l'ultima brutta pagina di una storia vecchia». Gli altri due segretari di Cisl e Uil censurano invece la voglia di uscire dall'azionariato Alitalia. «E' preferibile che il Tesoro conservi una presenza in Alitalia. Avevano detto che avrebbero conservato la presenza dello Stato in Alitalia e credo che sarebbe meglio garantirla» ha commentato Raffaele Bonanni. Anche Luigi Angeletti è della stessa idea: «Sarebbe utile che il Tesoro mantenesse almeno per un certo numero di anni un pacchetto azionario e una presenza nel Cda della compagnia».
Nel caos generale generato ieri dall'astensione dei lavoratori, azienda e sindacati hanno cominciato la guerra delle cifre dei partecipanti. Secondo l'Enav l'adesione è stata appena del 15%, secondo gli autonomi dei controllori di volo si sono sfiorate «punte di eccellenza prossime al 100%». A prescindere dalle adesioni, gli aerei sono rimasti a terra. I sindacati invocano l'intervento del governo a fronte di una chiusura totale dell'azienda nei confronti delle richieste degli assistenti di volo. Il Tesoro ha continuato per tutta la giornata a diffondere i dettagli dell'operazione di vendita, affermando che saranno prese in considerazione anche nuove cordate di acquirenti, mentre saranno ammessi rilanci se i vincitori faranno offerte simili, in una differenza entro il 5%. Il Tesoro specifica anche che il plico contenente le offerte dovrà contenere tre buste con la documentazione dell'offerta, la dicitura del corrispettivo offerto e, infine, l'indicazione della partecipazione. Il ministero si riserva anche la possibilità di dare un punteggio ai piani di risanamento, rilancio e sviluppo. La sinistra critica l'annuncio del Tesoro di mettere in vendita tutta la propria partecipazione in Alitalia e rileva che i patti sulla privatizzazione sono stati cambiati.