Un incontro informale al ministero dell’Economia tra i rappresentanti tecnici del Mef e l’ad e il presidente delle Ferrovie, Elia e Messori, apre di fatto la strada al processo di privatizzazione del gruppo ferroviario. Un progetto più volte annunciato dall’ex ad Mauro Moretti e sostenuto dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Si è trattato di un incontro interlocutorio. «Un primo contatto» ha detto Elia uscendo dal dicastero di via XX settembre.
L’obiettivo è quello di portare in Borsa una quota di Fs, una percentuale che consenta comunque allo Stato di mantenere una quota di controllo o comunque in grado di garantire la tutela della rete e dell’infrastruttura. Nei mesi scorsi l’orientamento del governo sul tema è stato molto esplicito nel considerare i binari italiani un asset strategico.
Dunque la vendita di azioni al mercato non interesserà la rete ferroviaria che continuerà a restare sotto l’egida dello Stato (forse sotto l’ombrello della Cassa Depositi e Prestiti che le altre reti, Snam e e Terna, ha già messo in un’azienda ad hoc) ma il solo ramo aziendale che si occupa dell’erogazione dei servizi commerciali. Al centro dell’incontro, classificato come informale, c’è stata in particolare le definizione del perimetro aziendale da quotare, e cioè quali pezzi del gruppo mettere in Borsa. Non è un dettaglio di poco conto se si tiene presente che una cosa è privatizzare la redditizia parte relativa all’Alta Velocità, oppure il potenziale economico che può scaturire dallo sviluppo dell’Alta Capacità ovvero il trasporto merci, altro è mettere soci privati nelle tratte regionali dove i servizi resi ai pendolari sono scadenti e poco remunerativi. Non solo. Tra le criticità uscite dal confronro il quadro regolatorio dell’intero sistema ferroviario non solo italiano ma anche europeo. La liberalizzazione dei binari investe tutto il Vecchio Continente e il processo di quotazione di Ferrovie, con l’ingresso di soci privati, anche esteri, deve inserirsi in un quadro di reciprocità di regole in tutta Europa.
Al meeting erano presenti anche le banche che dovranno intervenire nella definizione dei dettagli tecnici della privatizzazione, sia nel supporto e nella garanzia della fase di collocamento.
Intanto anche il competitor privato, Ntv, accelera sulla ristrutturazione del debito. Un'ipotesi di manovra finanziaria elaborata dall'advisor Lazard è stata esaminata ieri dal cda e presentata e discussa nei prossimi giorni con le banche.