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Data: 25/09/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fs in Borsa, spunta l’opzione Trenitalia. Vertice al ministero con i big di sette banche per la privatizzazione

ROMA Ad alta velocità verso la Borsa. La strada è ancora lunga, ma le Fs hanno iniziato il percorso. Ieri pomeriggio presso il ministero dell’Economia si è svolto un vertice con sette banche internazionali, tra le quali Intesa Sanpaolo e Unicredit: un brainstorming, cioè una riunione nella quale sono state messe a confronto le varie proposte. Nessuna decisione, naturalmente, il lavoro è solo avviato, anche se da parte di alcune banche sarebbe stata espressa la preferenza di quotare Trenitalia perchè può sfruttare il brand di Frecciarossa. Ma tutto è rinviato agli approfondimenti delle prossime settimane, riguardo le varie modalità, tra cui il perimetro.
A fare gli onori di casa c’erano Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del Mef, assieme a Francesco Parlato, dirigente generale della direzione finanza e privatizzazioni oltre ad alcuni rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Parlato ha invitato, per le Fs, il presidente Marcello Messori, titolare della delega sulla privatizzazione, e l’ad Michele Mario Elia. Per le banche: Gaetano Miccichè, dg corporate di Intesa Sanpaolo e ad di Banca Imi, Vittorio Ogliengo, capo del corporate Italia di Unicredit, Luigi De Vecchi (Citi), Diego Pignatelli (Ubs), Marco Morelli (Merrill Lynch), Alessandro Daffina (Rothschild) e Andrea Donzelli (Credit Suisse). I due banchieri italiani hanno presenziato in prima persona mentre alcuni banker esteri sono stati sostituiti da altri esponenti.
I GLOBAL COORDINATOR
Le sette banche invitate non necessariamente saranno quelle che formeranno il consorzio di collocamento: a questo proposito Via XX Settembre procederà al beauty contest, cioè alla selezione dei global coordinator e degli altri ruoli oltre dell’advisor. Va da sè, però, che gli istituti invitati, per il loro expertise, hanno le credenziali per essere scelte.
I tempi dipenderanno da tante variabili, a cominciare dalle condizioni dei mercati innanzitutto. L’Ipo dovrebbe avvenire entro fine 2015 visto che lo Stato, per abbattere il debito pubblico, punta su Poste, Enav e Fs. Poi dalla struttura societaria che verrà scelta. Sarà l’azionista, cioè il ministero dell’Economia a dire l’ultima parola sulla base, però, delle indicazioni delle banche. Tre le opzioni principali: quotare l’intero gruppo o solo Trenitalia o l’Alta velocità, cioè Frecciarossa. In questo caso si dovrebbe procedere alla societarizzazione del marchio. Qualche banchiere ha suggerito, nell’eventualità si scegliesse Trenitalia, di valutare l’opportunità di integrare Busitalia Sita Nord, la società controllata da Fs che si occupa del trasporto di persone con autobus. Qualche altro ha invece posto l’accento sulla definizione degli aspetti regolamentari, come il contratto di programma che è una delle leve più attraenti per il mercato. Il ministero dei Trasporti eroga un corrispettivo per la movimentazione sulla rete e per il trasporto regionale. Attualmente il contratto ha durata annuale, rinnovabile: le banche ritengono che occorra una durata più lunga (almeno cinque anni se non 10) per contribuire alla stabilità del gruppo.

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