Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/03/2026
Visitatore n. 752.313



Data: 25/09/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Moretti: riprendere a dragare il porto. Il nuovo comandante del Dipartimento marittimo: servono interventi tampone per arrivare al Piano regolatore

PESCARA Dopo la manifestazione di domenica scorsa, nell’ambito della Settimana europea della Mobilità sostenibile, i ciclisti che hanno partecipato alla manifestazione danno le pagelle alle piste ciclabile di Pescara e i voti sono tutt’altro che lusinghieri. A scriverlo, al presidente della Provincia, è Giancarlo Odoardi, presidente di Pescarabici: «Insieme a una comitiva di ciclisti provenienti da diversi comuni dell’interland abbiamo avuto modo di percorrere i tracciati ciclabili a nord e a sud del tratto finale del fiume Pescara, in particolare quello da largo Madonninaal Ponte delle Libertà, e l’altro dalla golena sud, sotto il ponte di ferro della ex ferrovia, fino alla Fater, quest’ultima interrotta per lavori in corso. L’impressione che ne abbiamo avuto, è nel complesso molto negativa e preoccupante». In particolare, segnala Odoardi, «al di là del tratto interessato dai lavori di collegamento Ponte Villa Libertà – Asse attrezzato, il resto della pista, per una lunghezza di circa 4 km, è in condizioni indescrivibili. Faccia un sopralluogo, in bicicletta», scrive a Testa, «avrà modo di verificare la totale incuria in cui versa il tracciato nonché la sua pericolosità. Per quanto riguarda la Provincia, chiediamo che manifesti subito un segno concreto di attenzione con atti che restituiscano alla gente, un minimo di senso di fiducia nelle istituzioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATAdi Flavia Buccilli wPESCARA Inutile nascondersi dietro un dito. Al porto di Pescara il problema dei fondali insabbiati, che non consentono alle imbarcazioni di muoversi in assoluta sicurezza, rischia di riproporsi nell’immediato, già questo inverno. Lo dice il comandante della Direzione marittima, Enrico Moretti, che dopo il suo insediamento, nei giorni scorsi, ha voluto assistere all’ingresso della nave cisterna e ha notato che «avviene tra mille difficoltà». Insomma, spiega Moretti, «la situazione non è ideale», nonostante il dragaggio promosso dal Provveditorato alle opere pubbliche sia stato ultimato da poco. Questo non vuol dire, però, che bisogna scoraggiarsi. «Bisogna solo lavorare», dice Moretti, «e la bacchetta magica non ce l’abbiamo. E’ necessario l’impegno di tutti i soggetti che vogliono bene al porto, comprese le istituzioni, e sono convinto che la questione si risolve, quanto meno nel medio periodo, non tanto nell’immediato. Certo, la buona volontà non basta, altrimenti il problema lo avremmo già risolto da tempo». E quindi, come se ne esce, nell’immediatezza? Il comandante della Direzione marittima un’idea ce l’ha. Pensa alla realizzazione di interventi-tampone di dragaggio «che diano respiro, in modo da arrivare al Piano regolatore portuale esecutivo e cantierabile». I fondi devono essere necessariamente statali, essendo il porto statale, e del dragaggio se ne occuperà il Provveditorato. Comunque, per «studiare una strategia» sulla situazione difficile dei fondali, Moretti assicura che ci sarà un incontro con il Provveditorato, la Regione e gli altri soggetti interessati; mentre in relazione all’iter del Piano regolatore portuale sa già che «c’è l’interesse del Consiglio superiore dei lavori pubblici ad arrivare all’approvazione in tempi ragionevoli», e per la sua realizzazione si può ipotizzare di «procedere per stralci». Moretti è ispirato da una certezza: «Il porto di Pescara, dice, ha enormi potenzialità, nonostante le difficoltà attuali, e lo dimostrano i grossi numeri registrati questa estate dal collegamento della Snav che devono essere da stimolo agli operatori e a tutti coloro che hanno competenza sui fondali. Si può pensare a un Collegamento Ro-Ro (navi traghetto con passeggeri e merci) con la Croazia tutto l’anno, Pescara può servire un bacino di utenza vasto che comprende anche altre regioni, ma i fondali devono essere stabili e il dragaggio deve essere costante». E mentre si guarda ai possibili scenari dell’inverno che sta per arrivare, Moretti traccia un bilancio delle attività svolte dalla Direzione marittima in estate, da giugno a settembre, con l’operazione Mare sicuro, che ha visto la collaborazione delle altre forze dell’ordine e di varie associazioni: nell’area Pescarese sono stati 48 i soccorsi ad unità navali e persone, 4020 i controlli eseguiti, 6 le notizie di reato (di cui una per inquinamento in porto), 42 i verbali amministrativi, 207 i controlli sulla pesca e 609 quelli a livello ambientale, 10 le tartarughe recuperate di cui sei morte.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it