Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/03/2026
Visitatore n. 752.313



Data: 25/09/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lolli alla Camera, non è ancora finita Abruzzo Civico vuole il suo posto

SULMONA Il tempo della melina sulle poltrone della Regione è quasi scaduto: oggi con la prima riunione del plenum del Consiglio superiore della magistratura, verrà infatti ufficializzato il passaggio di Giovanni Legnini alla vice presidenza dell'organo di autogoverno della magistratura e con esso l'abbandono del seggio parlamentare in quota al Pd abruzzese. A Montecitorio, insomma, si libera una «casella» e nonostante le dichiarazione della prima ora, quando Legnini venne eletto al Csm, il suo successore naturale alla Camera dei deputati, Giovanni Lolli, è tutt'altro che deciso a rinunciare allo scranno romano.
LA PRIMA DICHIARAZIONE

«Se il partito me lo chiede - ha spiegato l'attuale vice presidente di D'Alfonso - andrò a Roma, soprattutto se si tratta di garantire la delega di sottosegretariato alla ricostruzione che aveva Legnini. Per il resto - continua Giovanni Lolli - ho preso molto seriamente il ruolo all'Emiciclo, ma non sarò solo io a decidere». Ruolo di governo a no, tuttavia, la convinzione di Lolli di continuare a fare il pendolare da Roma (dove vive la sua famiglia) all'Aquila, si è fatta meno solida rispetto a due settimane fa: l'ex sottosegretario allo Sport sarebbe infatti nel pieno di una valutazione personale sul cosa fare dopo la sua investitura ufficiale di parlamentare. In scia si è messa anche Stefania Pezzopane («Se serve sono pronta» aveva detto) ma circola anche l’ipotesi che Renzi possa promuovere un sindaco importante per quella delega.
TENSIONI IN REGIONE

Per questo le acque in Regione non sono proprio chete: l'ipotesi di trasferimento a Roma di Lolli, ha infatti acceso ambizioni e speranze per la poltrona della vice presidenza o comunque di un assessorato. Nei corridoi dell'Emiciclo si disegnano gli scenari più fantasiosi: Giuseppe Di Pangrazio (presidente del consiglio regionale) al posto di Lolli e Donato Di Matteo al posto di Di Pangrazio, con un assessorato che resterebbe libero e aperto a scelte esterne. Uno dei nomi che circola è quello di Giovanni D'Amico, ma sono voci di partito che non tengono in dovuto conto, probabilmente, l'autonomia di un «indisciplinato» come Luciano D'Alfonso.
ALLEATI IN FERMENTO

«Se Lolli dovesse decidere di lasciare la giunta regionale e andare a Roma - spiega il governatore d'Abruzzo - il posto che si libera andrà ad un altro partito della coalizione».
I CENTRISTI DI BORRELLI

Il pensiero corre senza grandi misteri ad Abruzzo Civico e in particolare ad Andrea Gerosolimo, a cui D'Alfonso aveva promesso un ruolo nell'esecutivo sin dall'inizio, promessa che intende rinnovare al nastro dei cento giorni. Tenere a freno le smanie dei radical-centristi di Borrelli, d'altronde, non è semplice con i risicati numeri della maggioranza uscita dalla legge elettorale e nell'ultimo consiglio, quando si doveva votare la modifica allo statuto per la creazione della figura del sottosegretario, gli aghi della bilancia hanno fatto per un po' oscillare gli equilibri. C’era anche l’Idv che si era messa in coda ma senza i numeri necessari per poter accampare troppe pretese. Così le maggioranze si susseguono e si aggiornano con il pentolone che rimane semicooperto e potrebbe bollire fino a Natale visto che le dimissioni del parlamentare Lolli avrebbero un lungo iter. Fin qui messaggini, telefonate e rassicurazioni sull'orlo dei braccioli delle sedie, hanno fatto rientrare l'allarme. Per ora, fino ad oggi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it