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Data: 26/09/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dpefr, la scommessa di D’Alfonso. In 101 pagine le idee dell’esecutivo per cambiare la Regione

PESCARA Cambiare passo. Il Dpefr (documento di programmazione economica finanziaria) varato dalla giunta D'Alfonso non è solo un elenco di cose da fare da qui al 2017 suddiviso per aree tematiche, ma ha l'ambizione di modificare le stesse strategie di approccio al territorio nelle sue varie articolazioni: lavoro, formazione, ambiente, sistema socio-sanitario...Una rivoluzione quasi filosofica, che per non relegare le 101 pagine del Dpefr a libro dei sogni, parte da uno dei peccati originali dell'ente Regione: l'abbattimento delle idrovore che sino ad oggi hanno drenato ingenti risorse pubbliche, ma con risultati non sempre apprezzabili per cittadini, imprese e operatori del terzo settore. Ci ha già provato Gianni Chiodi, raccogliendo poco in termini di consenso elettorale al termine di una legislatura giocata tutto sul contenimento della spesa, dove il cammino delle riforme ha compiuto però solo metà del percorso. Ci riprova D'Alfonso, con il suo documento di programmazione economica che parte proprio da qui: «L'approccio di spending review deve inevitabilmente riguardare anche enti, aziende e società dipendenti della Regione». Il primo impegno è appunto quello di sopprimere molte strutture esistenti, sulla base di un piano strategico di dismissione e razionalizzazione, ma anche di valorizzazione di ciò che funziona.
Altro punto: una strategia digitale per l'Abruzzo, attraverso la promozione e la diffusione dei nuovi strumenti che possano agevolare la vita dei cittadini, dell'amministrazione pubblica e delle imprese. Non solo pc, ma anche cellulari, smartphone, tablet. Una serie di servizi evoluti da offrire in tempi veloci a chi studia, lavora o visita l'Abruzzo per scopi turistici. Anche in questo caso si parte da una suggestione interna: la strategia digitale è infatti chiamata a sostenere i processi di semplificazione, trasparenza ed efficienza dell'ente Regione.
La seconda area tematica del Dpefr riguarda la «crescita intelligente». L'Abruzzo facile, veloce e sostenibile immaginato da D'Alfonso punta ad uno sviluppo di qualità, con più cultura d'impresa e maggiore dignità del lavoro. Le piccole imprese innovative saranno incoraggiate con risorse da un apposito fondo per gli investimenti. Si procederà poi con i collaudati dei poli d’innovazione, in collaborazione con il sistema universitario e i centri di ricerca. Particolare attenzione su alcuni comparti trainanti, come quello dell'automotive, per il quale si annunciano iniziative finalizzate ad attrarre investimenti. Quanto agli strumenti a sostegno delle imprese, la Regione si impegna a mettere a disposizione risorse umane competenti negli specifici domini tecnologici, favorendo anche in questo caso il dialogo tra il sistema imprenditoriale e quello della ricerca e della formazione superiore; ad organizzare un adeguato sistema infrastrutturale, di trasporto fisico e di telecomunicazione sul territorio; a rendere immediato e trasparente il rapporto con la pubblica amministrazione locale con regole certe e durature.
Altra partita aperta nel Dpefr 2015-2017 è quella dell'accesso al credito: si lavorerà alla riduzione del debito e della pressione fiscale, compatibilmente con l'evoluzione del contesto nazionale. Si punta anche al riutilizzo degli insediamenti produttivi già esistenti sul territorio, stipulando accordi con i proprietari degli immobili dismessi e stimolando la fornitura di un sistema di servizi adeguato sul territorio.
L'offerta turistica di eccellenza sarà incoraggiata partendo, anche in questo settore vitale per la ripresa, da un piano strutturale e infrastrutturale destinato a colmare i ritardi su reti ferroviarie, sistema portuale e aeroportuale.
Non ultimo il capitolo della ricostruzione del patrimonio abitativo e architettonico del centro storico dell'Aquila: la Regione si doterà di una legge specifica per accompagnare l'azione del governo nazionale. Una legge che dovrà garantire quote aggiuntive per la ricostruzione ma anche nuove regole per la fiscalità. Per la sanità sono programmati ulteriori interventi per l'emergenza-urgenza, la diagnosi e la terapia delle patologie rare e complesse, acute e croniche. Capitolo delicato, sul quale ci sarà ancora tanto da dire. E da fare.

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