Sul "Giornale" i verbali delle dichiarazioni del comandante della GdF Da Lucca l'affondo di Berlusconi: fatto grave, sinistra arrogante
ROMA. È scontro fra maggioranza e opposizione dopo la pubblicazione sul "Giornale", di un verbale in cui il comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, accusa il viceministro dell'economia Vincenzo Visco di aver fatto indebite pressioni, nel luglio scorso, per bloccare gli investigatori che indagavano su Unipol (compagnia di assicurazioni legata ai Ds) nell'ambito della scalata a Bnl.
Il comportamento di Visco era già stato difeso dal presidente del Consiglio, chiamato a riferire in Parlamento il 26 luglio del 2006. Stima rinnovata ieri da Strasburgo dove il premier ha ribadito che tutta la vicenda «è solo propaganda». «Visco ha la mia fiducia e quella dell'Unione», ha detto Prodi liquidando il caso. Ma ieri anche il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ha fatto quadrato attorno al proprio vice: «Visco è persona che ha eminenti capacità di unire dottrina, amministrazione e politica, ma soprattutto ha una rara tempra di galantuomo», ha affermato categorico il ministro.
Da parte sua Visco, che già l'altro ieri aveva definito «distorta» la ricostruzione offerta dal Giornale, in una nota parla di «ennesimo tentativo di creare una bagarre per eludere i fatti», aggiungendo che «delle questioni che mi riguardano e della volontà di coinvolgermi in modo falso e distorto si occuperanno i miei legali».
Dura la reazione del segretario Ds Piero Fassino. «Si tratta di un vergognoso linciaggio mediatico contro Vincenzo Visco, sulla cui competenza, onestà e rigore istituzionale nessuno davvero può avere il minimo dubbio», ha detto, ricordando che il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro «è lo stesso che ha aggredito e linciato altri dirigenti del centrosinistra con i falsi scandali Telekom Serbia, Mitrokhin, Sme e Italtel» e che «ogni volta il castello di carte false é miseramente crollato».
La Cdl, però, insiste e a cavalcare la tigre ci ha pensato ieri Silvio Berlusconi, a Lucca per la campagna elettorale. «Mi immagino che cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse stata addebitata ad un componente del nostro governo, invece vedo con preoccupazione che i grandi giornali, ormai vicini alla sinistra, mettono il silenziatore su una vicenda così grave», ha detto il Cavaliere insistendo sull'«arroganza di una sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato per attaccare gli avversari o coprire proprie operazioni finanziarie».
All'attacco, scomodando il Quirinale, parte anche il senatore di An, Alfredo Mantovano. «Le fondate preoccupazioni sulla credibilità delle istituzioni, più volte espresse dal presidente Napolitano, verrebbero frustrate se, in un caso così clamoroso di disprezzo della correttezza istituzionale, non fossero seguite dall'allontanamento del responsabile: magari su discreta sollecitazione della massima carica dello Stato», ha detto il senatore invitando Visco a dare immediate dimissioni.
Il Cocer della della Guardia di Finanza, intanto, chiede che il Corpo non venga trascinato in una bega strumentale. «La pubblicazione di quest'atto giudiziario in un momento in cui la vicenda appariva superata, considerato che tali trasferimenti non sono avvenuti e che nessuna formale imputazione è stata mossa dall'autorità giudiziaria a chicchessia, rischia di trascinare nuovamente l'istituzione e quanti vi lavorano al centro di una polemica politica assolutamente inaccettabile», recita la nota emessa dal Cocer.