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Pescara, 13/05/2026
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Data: 08/05/2006
Testata giornalistica: La Gazzetta del Mezzogiorno
Ataf «Spaccati per una promozione». La denuncia di Filt, Fit e Uilt sullo stato del Consiglio di amministrazione

Il sindaco ha minimizzato, ma la spaccatura nel Consiglio di amministrazione dell'Ataf c'è stata e rimane. Lo confermano Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil, le segreterie aziendali dei sindacati dei trasporti, dopo un incontro con il Consiglio di amministrazione, cui erano presenti il presidente Giuseppe Casatello, il vicepresidente Crusi e i consiglieri Mariano Rauseo e Angelo Colangione. I sindacati sostengono che è stata smentita la dichiarazione del sindaco che minimizzava la spaccatura, nata dall'attribuzione di deleghe al consigliere Rauseo decisa nel Cda del 21 aprile, da quattro consiglieri (se sette). «Il Consiglio di amministrazione dell'Ataf - scrivono i sindacati - è profondamente diviso. Il consigliere Rauseo ha addirittura affermato che egli stesso capeggia il gruppo di 4 consiglieri su 7 e che tutte le sue azioni hanno il conforto della proprietà». Del resto proprio il sindaco Ciliberti aveva dichiarato che l'attribuzione delle deleghe (contestata dal presidente Casatello e dai revisori dei conti, perchè non prevista dal regolamento) era soltanto un'attribuzione di specializzazioni, nell'ambito di una riorganizzazione che i consiglieri hanno voluto decidere. Nei fatti però quella deleghe, o specializzazione, attribuita a Rauseo, che secondo Casatello va ad esautorare l'intero Consiglio di amministrazione, ha creato una divisione che impedisce all'azienda di andare avanti. «Non vogliamo entrare in beghe squisitamente politiche - la posizione dei sindacati - a noi interessa che l'azienda prosegua nell'azione di risanamento e rilancio fin qui intrapresa». Poi un'accusa circostanziata: «Non possiamo e non vogliamo credere che per la promozione ad una dipendente, anche se figlia di un influente uomo politico - aggiungono le sigle aziendali - si mettano in crisi un'azienda ed un piano industriale sottoscritto». Per i sindacati, che rivolgono il proprio appello al Comune, al presidente dell'Ataf e ai consiglieri del Cda, soltanto il sindaco può fare chiarezza. E a Ciliberti viene chiesto di intervenire «con urgenza e con determinazione sul Cda dell'Ataf» per cercare di riportare la normalità e la serenità. L'Ataf insomma non può diventare «oggetto di mediazioni politiche su problemi che con l'Ataf non hanno nulla a che fare»; non possono essere giocate «sulla testa dei lavoratori «partite legate ad interessi particolari».



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