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Pescara, 15/05/2026
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Data: 24/05/2007
Testata giornalistica: Trambus
Opposti estremismi che non giovano di Maurizio Sgroi

Gli opposti estremismi economici che si agitano nel nostro Paese (statalismo a prescindere e dogma liberale) hanno prodotto il compromesso che potete leggere qui a fianco nell'ambito del dibattito sul futuro dei servizi pubblici locali. La Lanzillotta, pur di spuntarla con l'applicazione erga omnes del principio della gara (che vuole dire privato è bello, meglio se in competizione), ha accettato di riesumare le vecchie aziende speciali, così come imposto da Rifondazione comunista, che pur di continuare a tenere il capitale pubblico nell'economia, ripropone un modello di gestione assurdo e bizantino, che ha provocato danni immani alle finanze pubbliche e erogato pessimi servizi. Immaginatevi soltanto cosa voglia dire, nel mondo di oggi, dovere fare un concorso per assumere in un'azienda, o fare un appalto secondo le norme della contabilità pubblica, o soggiacere ai mal di pancia della politica ogni qual volta si faccia un consiglio di amministrazione. Eppure l'assurdo si è verificato. Probabilmente il ministro pensa che nessun comune o ente locale, al giorno d'oggi, avrà il coraggio di riproporre l'azienda speciale per gestire i propri servizi e gioca d'azzardo, sperando, con questo accorto bluff, di aver saziato gli appetiti statalisti di Rifondazione (che ha dimostrato di essere a digiuno di modernità). Ma è un errore sottovalutare l'improvvidenza degli amministratori locali. E anche un rischio. Questa vicenda, infine, dimostra ancora una volta quanta poca fantasia e capacità ideativa abbiano i nostri governanti. Oscillare fra azienda speciale e privatizzazione è come passare dalla padella alla brace, per certi servizi. A patto di capirlo.

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