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Data: 25/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Statali, l'incontro slitta a lunedì. Manca Epifani e il governo rinvia: irritazione dei sindacati, Cgil in testa

In questo modo il vertice (forse decisivo) sul contratto verrà fatto dopo le elezioni amministrative

ROMA. Missione compiuta, il governo riesce a far slittare l'incontro (decisivo?) per il contratto degli statali a lunedì prossimo, ovvero dopo le elezioni amministrative. Ufficialmente il vertice previsto ieri sera è slittato perché Guglielmo Epifani, leader della Cgil, ancora impegnato a Siviglia alla riunione dei sindacati europei, non avrebbe potuto partecipare. «Considerata l'importanza del contratto - si fa filtrare da Palazzo Chigi - si considera opportuno attendere il rientro in Italia del segretario della Cgil».
Risultato immediato una forte irritazione in tutti i sindacati, Cgil in testa. «Le convocazioni per l'incontro le fa il governo - si legge in una nota a fine mattinata - la Cgil è pronta a partecipare al confronto per il rinnovo del contratto del pubblico impiego in qualsiasi momento il governo intenda convocarlo. Come sempre chi parteciperà rappresenterà a pieno titolo la Cgil». La delegazione era già pronta da mercoledì: Carlo Podda, segretario della Fp-Cgil, e Paolo Nerozzi, segretario confederale. «Se il governo ci convoca - spiega Podda quando ancora non è chiaro se il rinvio sia confermato - noi ci saremo». Poi aggiunge: «Fa parte di un consolidato principio di rispetto delle parti non decidere o provare a decidere le altrui delegazioni». Insomma dire che si rinvia perché non c'è Epifani «assomiglia tanto a una convocazione ad personam».
Convocazione che Romano Prodi conferma a fine assemblea di Confindustria. «Io ho lasciato la serata libera - dice Prodi - e sono prontissimo. E se i sindacati stasera verranno tutti, evidentemente, io sono contento di fare la riunione stasera. Se non possono perché hanno problemi internazionali la rinviamo. Ma non è certo il governo che la rinvia, io sono a Palazzo Chigi ad aspettarli tutti. So che non possono quindi è chiaro che la rinviamo. Però se per circostanze non ancora prevedibili Epifani potesse liberarsi da un impegno internazionale io resto in attesa».
Epifani, dunque, non la Cgil. «Il tentativo di delegittimare la delegazione della Cgil è grave - commenta ancora Carlo Podda - e costituisce uno strappo rispetto ad analoghe situazioni precedenti dove ogni organizzazione aveva mandato di volta in volta una rappresentanza guidata, o no, dai segretari generali».
Poi l'affondo: «Questo ennesimo rinvio nasconde difficoltà ancora consistenti nel governo sulla linea da adottare per risolvere la vertenza. Allo stato l'unica cosa certa è che il 1º giugno c'è lo sciopero».
«Non c'è nessun problema nel governo - smentisce il ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais - noi ci siamo già incontrati molte volte». Luigi Angeletti, numero 1 della Uil, e Raffaele Bonanni, leader della Cisl, provocano il presidente del Consiglio: «Lui è a Palazzo Chigi? Raccogliamo l'invito e ci andiamo. Non esistono problemi internazionali, nazionali né di merito tali da giustificare un rinvio dell'incontro programmato», dice Bonanni. «E' la quinta volta che facciamo un rinvio tecnico - dice Angeletti - credo che lo slittamento sia dovuto al fatto che non sono riusciti ancora a trovare un accordo. L'unica cosa certa resto lo sciopero».

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