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Pescara, 14/01/2026
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Data: 18/10/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Febbo a Di Primio: «Le primarie si fanno con o senza di te». Il leader della coalizione mette il sindaco all’angolo «Chi ha più voce in capitolo è Forza Italia e non l’Ncd»

CHIETI. Il Pd scende in piazza e chiede ai cittadini di scrivere insieme il domani del capoluogo teatino in vista delle elezioni comunali di primavera. Ieri mattina un gruppo di militanti e simpatizzanti del Partito democratico ha allestito un banchetto a piazza Trento e Trieste. Dove si è registrato un costante via vai di gente entusiasta dell’iniziativa. “Dobbiamo tornare ad instaurare un rapporto costante con la gente- afferma Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Pd- ed è necessario riappropriarsi della piazza intesa come aggregazione di idee popolari”. Indispensabili per stilare un programma elettorale capace di raccogliere il maggior numero possibile di adesioni. Da qui l’iniziativa del questionario sottoposto a chiunque si sia fermato al banchetto. “Abbiamo inserito domande sulla percezione globale della città e sulle problematiche sofferte nei quartieri. Torneremo in piazza - dice Di Giovanni- due volte a settimana fino all’avvio della campagna elettorale vera e propria”. (j.o.)di Lorenzo Colantonio wCHIETI Le primarie si faranno perché a chiederlo è Forza Italia, il partito del 18 per cento dell’elettorato di centrodestra. Chi ha solo 2,3 per cento deve adeguarsi. Se no è fuori dalla corsa per il nuovo sindaco di Chieti. Mauro Febbo, leader teatino del centrodestra, non perde un solo secondo di tempo per ribattere seccamente a Umberto Di Primio, Ncd, che dice no alla consultazione degli elettori per scegliere il candidato alle elezioni del 2015. In un’intervista al Centro, Febbo mette Di Primio all’angolo. Lei, Febbo, vuole le primarie del centrodestra. Di Primio non ci sta: si autoricandida a sindaco e l’accusa di “sterili polemiche”. Come gli risponde? «Macché sterili polemiche. Io ho posto un problema serio. Fare le primarie non è una diminutio. Di Primio è un ottimo sindaco se paragonato a chi lo ha preceduto. Ma ha problemi sia all’intero del consiglio comunale (vedi i suoi trasmigrati dall’altra parte alle ultime provinciali con Domenico Di Fabrizio, ex autista Carichieti che vanta ancora peso politico, ndr) sia nella giunta. Mi riferisco allo scarso rendimento di alcuni assessori. Nasco con l’Msi che non ha mai voluto fare primarie. Ma oggi non c’è più il predominio dei partiti: il candidato sindaco va legittimato». Di Primio però va diritto per la sua strada e rispedisce al mittente la sua proposta. Evidentemente ritiene che sia lui il candidato legittimato. O ha paura di confrontarsi con lei? «Non so se ha paura oppure no. Qualche mese fa, in un’intervista al Centro, disse che non temeva Febbo ma aggiunse che avrebbe convocato il tavolo cittadino del centrodestra. Sto ancora aspettando che lo faccia, io parlo solo ai tavoli ufficiali. Ma se Di Primio vuole delle primarie senza Febbo lo dica subito. Per me non c’è alcun problema perché Forza Italia ha altri candidati in grado di confrontarsi con il giudizio e il gradimento dei cittadini. E vincere». Se però le premesse sono queste non c’è il rischio che il centrodestra teatino faccia la stessa fine di quello pescarese? Tra Masci e Testa, Pescara ha scelto Alessandrini. Tra Di Primio e Febbo vincerà il candidato del centrosinistra? «Per quanto mi riguarda a Chieti non accadrà quello che è successo a Pescara. Certo è che mi stupisce il no di Di Primio a sottoporsi al vaglio delle primarie. Fratelli d’Italia la pensa come noi: Marcello Michetti, al Centro, disse che le primarie sono la forma più alta di democrazia. Lo stesso Di Primio, nel 2012, quando aderì alla “corrente Cattaneo”, dichiarò che ci volevano le primarie. E che dire delle sue partecipazioni alle riunioni di febbraio quando a Pescara si decise di ricorrere alle primarie per la scelta del candidato sindaco? Non disse mai di no, anzi. Noi di Forza Italia le vogliamo anche per Chieti ed ho spiegato i motivi, punto e basta. Se Di Primio non ci sta oppure non convoca subito il tavolo cittadino della coalizione gli dico solo che non so se oggi il suo Ncd faccia ancora parte del mio centrodestra».

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