PESCARA. «Purtroppo, manca quell'essenziale dialogo tra il Governo regionale, il mondo sindacale e imprenditoriale per riavviare un lavoro che ricollochi l'Abruzzo in carreggiata». E' quanto sottolinea Gianni Tiburzi segretario regionale della Cisl in sintonia con le sollecitazioni della Confcommercio che ieri ha invitato i vertici della Regione a «non contraddire il principio della concertazione»
La Confcommercio chiede, il rinvio del disegno di legge «Interventi in conto capitale a favore delle imprese commerciali, dei pubblici esercizi e dei consorzi di via», perchè non sono stati consultati i rappresentanti di categoria in Commissione, come già accaduto per il progetto di legge sul «Commercio al dettaglio su aree pubbliche». «Una mancanza», ricorda la Confcommercio che ha creato, «non pochi problemi nella successiva discussione del testo in Consiglio regionale». Ad unirsi alla Cisl e Confcommercio, sono anche gli artigiani della Cna che chiedono il ritorno alla concertazione. Più in generale da sfondo alle diverse richieste ci sono molte delle questioni sollevate dalla Cisl circa la situazione difficile e contraditoria provocata dalle privatizzazioni in Abruzzo, i cui contraccolpi negativi si sono avvertiti in molti altri settori produttivi.
«Telecom, Eni, Enel, Ferrovie, Autostrade», sottolinea Tiburzi, «dopo che sono state privatizzate più che creare lavoro e sviluppo hanno impoverito l'Abruzzo, provocato disoccupazione tagliando centinaia di posti di lavoro. Queste aziende non hanno investito un euro nella nostra regione, hanno ignorato anche le richieste di dialogo e, addirittura i rapporti istituzionali. Oggi di queste aziende non sappiamo più nulla, nè i programmi presenti nè quelli futuri».
Anche sotto il profilo della qualità e convenienza dei servizi per il segretario regionale della Cisl le cose sono peggiorate. «Ha pienamente ragione il nostro segretario nazionale Raffaele Bonanni quando traccia una linea negativa sulle privatizzazioni, portando ad esempio le Autostrade», ricorda Tiburzi, «la privatizzazione si è rivelata un business solo per poteri economici e per personaggi che hanno tratto grandi profitti dimenticando il significato sociale e l'economicità dei servizi offerti ai cittadini. Il caso dell'Abruzzo è significativo, da tre anni sopportiamo aumenti costanti delle tariffe autostradali, per contro abbiamo una mancata qualità, la scarsa manutenzione e niente investimenti. Ci troviamo di fronte ad oligarchie che ignorano il confronto».
Per la Cisl però è possibile una convergenza sulle cose da fare con il presidente della giunta, Ottaviano Del Turco «Vorremmo sfatare il detto "nemo profeta in patria" rivolgendoci, al Presidente Del Turco, invitandolo ad essere anche per la regione Abruzzo quel grande protagonista che noi abbiamo conosciuto sulla scena nazionale. In Abruzzo le cose non vanno. L'economia ristagna; il sistema produttivo manifesta segni evidenti di declino; la nostra regione rischia di uscire dalla scena delle grandi dinamiche nazionali ed europee; il mondo sociale rischia di assopirsi nell'autoisolamento rifugiandosi in egoismi autoreferenziali, perdendo di vista l'obiettivo primario, quello di uno sviluppo generale e di una crescita che produca benessere e lavoro per tutti».
La Confcommercio invece prendendo spunto dalla richiesta di «concertazione» con la Regione ricordano che sono le imprese a produrre «reddito e occupazione, e non le sovrastrutture, che spesso non raggiungono il fine per il quale sono state costituite». E' opportuno quindi escludere dai finanziamenti sia le «Associazioni di via» - che non sono tenute a osservare precise disposizioni di legge - sia i «consorzi di via», che hanno già ricevuto contributi in base a due delibere Cipe «e non possono», prosegue la nota, «sperare di sopravvivere con contributi pubblici». Fari puntati quindi sulle prossime mosse e scelte del presidente della giunta regionale. Per Tiburzi però Del Turco, «rischia di subire un nuovo conflitto sociale di fronte al mancato riconoscimento del ruolo concertativo del sindacato, contraddicendo la sua storia, provocando così risultati negativi per l'economia». L'obiettivo proposto dalla Cisl è quello di costruire un grande patto per l'Abruzzo e coinvolgere «quei grandi personaggi istituzionali abruzzesi che ne consentiranno visibilità ed affermazione della regione stessa nelle sedi nazionali ed europee. Perché non creare un'opportunità di confronto con i nostri personaggi nazionali, come Marini, Bonanni e Marchionne».