Sonoramente bocciata ancora una volta dai revisori dei conti per l'«inattendibilità» del bilancio 2014, la Giunta comunale corre ai ripari. Il sindaco riunisce l'esecutivo per preparare le controdeduzioni alle pesanti censure dell'organo di controllo. Contromisure indispensabili da portare al vaglio del consiglio per salvare l'amministrazione dalla caduta anzitempo, rispetto alla scadenza naturale della primavera prossima. Potrebbe non accadere - l'anno scorso, per esempio, il consiglio approvò il bilancio nonostante la bocciatura dei revisori - ma molti nella maggioranza non si nascondono il rischio di una situazione che potrebbe precipitare con un "tutti a casa" anticipato. Iniziano dieci giorni difficili per sindaco, assessori e coalizione di maggioranza. Gli ultimi utili, consentiti dalla diffida ad personam del Prefetto, per varare il documento programmatico che solo formalmente è chiamato di previsione, poichè altro non è che il consuntivo di dieci mesi di attività. I revisori accusano la Giunta di essere sorda alle loro molteplici, ripetute segnalazioni e raccomandazioni. Sottolineano come il bilancio esaminato presenti entrate sovrastimate e discordanti, residui attivi inesigibili, debiti nei confronti di Teateservizi e Chieti solidale, debiti fuori bilancio - come anche il consigliere Luigi Febo denuncia in una nota - che conducono a squilibri finanziari e strutturali. Altro problema, forse il più difficile da risolvere, è la lacerazione della maggioranza, spessissimo politicamente nevrotica. Una compattezza da trovare solida,ma che in questo frangente appare ulteriormente indebolita dallo scontro aperto sulle primarie di coalizione, tra il Nuovo centro destra del sindaco Umberto Di Primio e Forza Italia del consigliere regionale Mauro Febbo. Dunque il bilancio come il canto del cigno dell'amministrazione in carica oppure un miracoloso salvataggio in extremis. Per l'assessore Melideo il centro destra «non si lascerà intimidire dall'atteggiamento talebano dei revisori dei conti», ma la montagna di contestazioni e censure che ha indotto il collegio a non poter esprimere «parere favorevole» si traduce in accuse di mala gestione dell'Ente difficile da abbattere. Intanto questa mattina (ore 9) l' assise civica si riunisce in seduta straordinaria per il saluto augurale al vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura Giovanni Legnini. Un momento istituzionale alto per «manifestare il dovuto tributo» all'avvocato Legnini «per il prestigioso compito affidatogli». Legnini, ricordiamo, è stato eletto più volte al Parlamento (al Senato e alla Camera), affermandosi come parlamentare di spicco. Amministratore a Chieti dal 2005 al 2013, come presidente del consiglio e poi consigliere. Dal 30 settembre scorso ricopre l'incarico di vice presidente del Csm.