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Data: 22/10/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aeroporto, discarica abusiva. Area sequestrata e sei indagati. L’accusa è di traffico illecito di rifiuti speciali

Un camion dopo l’altro, giorno dopo giorno, mezzi che arrivano, scaricano le macerie del terremoto e via, senza autorizzazioni, senza alcuna verifica e peraltro non in una zona qualsiasi, in un terreno isolato, ma in un’area di 20 mila metri quadrati, in un terreno all’interno dell’aeroporto dei Parchi di Preturo: oltre 300 sversamenti illeciti ripresi dalle telecamere nascoste dallo Sco della Squadra mobile: mattonelle, mattoni, pezzi di tubi, frammenti del dolore dell’Aquila devastata dal terremoto e impastata con la terra con l’obiettivo di realizzare a costo zero l’ampliamento della pista di atterraggio dello scalo aeroportuale. Una discarica a cielo aperto che è andata avanti per mesi, fino a ieri quando il pm Fabio Picuti prima e poi il Gip del Tribunale, Guendalina Buccella, hanno deciso di sequestrare l’area. Un’attività di polizia giudiziaria alla quale hanno preso parte per la loro specialità anche il Nipaf (della Forestale, diretto da Antonio Renato Rampini) e il Gico della Guardia di finanza, agli ordini del colonnello Roberto Prosperi.
Sei le persone indagate: Giuseppe Domizio Musarella, 49 anni, di Reggio Calabria, amministratore unico della società Xpress, società che gestisce l’area aeroportuale di proprietà del Comune; Mario Corridore, 63 anni, ingegnere comunale, referente per l’Ufficio sviluppo della struttura aeroportuale e responsabile del procedimento; Ignazio Chiaramonte, 38 anni, di Reggio Calabria, direttore commerciale della Xpress; Piero Negrini, 32 anni, dell’Aquila, socio accomandatario della società Delta Impianti; Rachele e Antonio Lunari, 24 e 54 anni, di Rieti, amministratore unico e titolare dell’omonima ditta individuale di autotrasporti, tutti assistiti dall’avvocato Roberto Madama.
A vario titolo i sei indagati devono rispondere di traffico illecito di rifiuti speciali in discarica abusiva. In particolare Musarella, Corridore e Chiaramonte «ricevevano i materiali facendoli scaricare nella zona Nord dell’aeroporto di Preturo», mentre Negrini e i due Lunari «di aver trasportato e scaricato i rifiuti speciali». Secondo l’accusa, l’operazione illecita avrebbe permesso alle aziende un ingiusto profitto di 36 mila euro, corrispondente al risparmio delle spese che avrebbero dovuto sostenere per lo smaltimento illecito dei rifiuti e all’utilizzo illecito degli stessi rifiuti per la realizzazione a costo zero della Resa (Runway End Safety Area), area di sicurezza di fine pista che ha lo scopo di ridurre il rischio di danni agli aeromobili e quindi ai loro occupanti che dovessero arrivare troppo corti in atterraggio o uscire di pista in decollo o in atterraggio prescritta dall’Enac (Ente nazionale per l’Aviazione Civile).
Secondo l’accusa, all’arrivo dei detriti, invece di farli verificare, risparmiavano e sversavano direttamente nel terreno dell’aeroporto. Per questo motivo, ieri mattina, i tre Corpi di polizia hanno effettuato un blitz nello scalo aeroportuale per notificare gli avvisi di garanzia e contemporaneamente effettuare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni nella disponibilità della Xpress (6 autocarri e parte del sedime aeroportuale) fino alla concorrenza della somma di 36 mila euro. Lo scalo non subirà l’interruzione del traffico.

«Non abbiamo interrato nulla»

«Non è stato interrato nulla, abbiamo preso materiale per fare il pianamento terra previsto e certificato con un documento da parte dell’impresa, idonea per poter essere utilizzato, quindi non so se quel documento sia vero o falso o non corrisponde a quello per il quale è stato utilizzato, tutto ciò esula da nostre responsabilità». Lo ha detto Musarella, nel corso dell’attività di polizia giudiziaria della Direzione distrettuale antimafia. «Noi abbiamo preso quel materiale per appianare tre metri di dislivello. Gran parte della risulta è stata presa all’interno dell’aeroporto quindi già all’interno del sedime aeroportuale però non bastava e abbiamo consentito al recupero di quest’ultimo materiale». Musarella ha poi spiegato che nei riguardi dell’aeroporto «non c’è alcun accanimento, giustamente le forze di polizia devono fare il lavoro affidato dalla Procura, noi siamo sereni, chiediamo di andare avanti alle istituzioni perché penso che sia un bene per tutta la comunità e quindi va salvaguardato».

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