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Data: 23/10/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Società partecipate: via al maxi-riordino. I debiti sono tanti emblematici i casi Arpa e Abruzzo Engineering. Paolucci: «L’Aeroporto d’Abruzzo perde molti soldi ma è strategico»

PESCARA E' ancora presto per dire da dove cominciare, anche se qualche idea c'è già. L'assessore regionale al Bilancio, Silvio Paolucci, aspetta di conoscere i dati analitici di tutte le società controllate e partecipate della Regione prima di mettere mano a un piano gigantesco di riordino che non può comprendere solo accorpamenti di sigle e tagli lineari ai bilanci delle aziende. L'esempio è quello dei trasporti dove, come spiega l'assessore, occorre guardare alle economie di scala ma non solo. Un caso su tutti riguarda l'aeroporto d'Abruzzo gestito dalla Saga: «Perde cinque milioni l'anno ma ha una rilevanza strategica in una regione come la nostra, tagliata fuori dall'alta velocità e con la portualità in crisi. Anche qui, però, non ci si può limitare ad offrire un servizio ma occorrerà estendere il raggio d’azione».
La prima attività ricognitiva chiesta ai dirigenti di settore dal governatore Luciano D'Alfonso è riassunta in una tabella che non va oltre l'aridità delle cifre e che parla di una posizione potenzialmente debitoria per circa 226 milioni accumulata dalle 25 società controllate e partecipate. Bisogna andare nel dettaglio per capire meglio come stanno le cose e dove, agli sprechi e alle sacche di inefficienza, si sommano i ritardi, anche da parte della stessa Regione.
Emblematico il caso dell'Arpa. La società dei trasporti ha fatto registrare nel 2013 una perdita di esercizio pari a 12.618.313, che accumulata ai 5.368.482 dell'esercizio precedente porta il passivo a 17.986.795. Nel solo triennio 2010-2013 le perdite ammontano a 27,7 milioni, con una media di 5,679 milioni l'anno. Consola il fatto che nel 2013 il risultato negativo (3.064.541) è stato in leggero miglioramento rispetto al 2012. Non consolano invece affatto i ritardi che hanno condizionato l'equilibrio dei conti. Come il mancato pagamento di acconto Fas, tre milioni di euro, che avrebbe dovuto coprire il piano di ammortamento del parco rotabile. Per non parlare dei mancati oneri finanziari per la copertura delle tratte, sempre a carico della Regione, che al 31 dicembre 2013 ammontavano a 16.284.843 euro, accompagnati dai ritardi nelle definizione dei costi standard di esercizio.
Altro caso significativo è Abruzzo Engineering, in liquidazione volontaria dal 2010. Il patrimonio netto della società è passato da -23.034.948 registrato al 31 dicembre 2012, a -22.587.673 dell'anno successivo, anche se il risultato della gestione straordinaria è risultato positivo per 755.375 euro, compensando così le perdite d'esercizio. Rispetto al 2012 i ricavi sono diminuiti del 35%, i costi del 29%. Ma i dati ricavati dal bilancio d'esercizio 2013 portano a una brutta sorpresa: i ricavi delle vendite e delle prestazioni non sono in grado di remunerare neanche il costo del personale. Un elemento di squilibrio strutturale che secondo la direzione di settore della Regione costituisce la parte preponderante della perdita d'esercizio, solo parzialmente compensata dal risultato della gestione straordinaria. Il risultato della gestione finanziaria della società risulta negativo per 91.215 euro, in gran parte causato dagli interessi debitori verso le banche (85.847). Alla luce di questi numeri il revisore contabile di Abruzzo Engineering chiede al socio Regione di trarne le conseguenze, avanzando dubbi sulla positiva prosecuzione della procedura di liquidazione, considerati gli evidenti squilibri fra elementi attivi e passivi.

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